La terra trema ancora di prima mattina ma oggi tornano tra i banchi anche gli alunni di Marconi, Savio e Sabina

La terra trema ancora di prima mattina ma oggi tornano tra i banchi anche gli alunni di Marconi, Savio e Sabina
ANCONA Continua a tremare la terra, scuote gli animi e mette paura. Ieri mattina poco prima dell’alba l’ultimo ballo, tanto per santificare il giorno di festa: un...

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ANCONA Continua a tremare la terra, scuote gli animi e mette paura. Ieri mattina poco prima dell’alba l’ultimo ballo, tanto per santificare il giorno di festa: un buongiorno alle 6,20 con uno scossone di magnitudo 4,3, con epicentro quasi identico a quello del sisma di 5.7 del 9 novembre: a 21 Km da Fano, 28 da Pesaro e 38 da Ancona - secondo l’Ingv - registrato in mare ad una profondità di 10 chilometri. Ad Ancona è stato avvertito distintamente, ha svegliato di soprassalto tanti, tutti ormai rassegnati a dormire con un occhio chiuso e uno aperto. Ed è stato seguito da uno sciame che sembrava senza fine: alle 12,30 le scosse erano già 18.  


In aula


Oggi tornano tra i banchi gli alunni della media Marconi, della elementare Savio e della materna Sabina. Rientro previsto anche per bambini e ragazzi dell’istituto privato Maestre Pie Venerini (50 delle elementari, 21 della materna e 24 delle medie). Intanto proseguono gli interventi dei vigili del fuoco per verificare la staticità degli edifici pubblici e privati, e Ancona aspetta risposte da Roma. Quaranta milioni di euro: il sindaco Mancinelli ha presentato il conto al governatore Francesco Acquaroli, allegato alla richiesta dello stato di calamità naturale che spetta alla Regione inoltrare a Roma. In città non ci sono stati crolli, ma molti edifici hanno subito gravi lesioni, a partire dalle tre scuole inagibili (le medie Podesti e del Pincchio, la materna XXV Aprile di via Michelangelo) che probabilmente sarà più conveniente demolire e ricostruire. Sono stati tutti sistemati i 480 studenti sfollati dai tre plessi a rischio. Il terremoto fa tremare pure gli edifici che non ci sono, quelli che dovrebbero nascere da qui a quattro anni. «Servono deroghe o non ce la faremo a capitalizzare i fondi del Pnrr»: è risuonato il grido d’allarme dei sindaci dei comuni coinvolti dall’emergenza sisma al summit incentrato sulla conta dei danni e sulle ricognizioni che i vigili del fuoco eseguono incessantemente. 

Il focus


Focus che poi si è spostato sul futuro, sui maxi progetti che le scosse fanno vacillare. Mercato delle Erbe (5,3 milioni), Palazzo Benincasa (4,9), PalaVeneto 6), Mole e Pinacoteca (4) piscina olimpionica (2,5) piste ciclabili (1,5) progetti sociali (1,1), Muse e Teatro Sperimentale (900mila): servono soldi e personale, i tempi sono stretti e i tecnici sono super impegnati anche a far fronte all’emergenza del terremoto.

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Corriere Adriatico