Febbre alta, il vescovo Angelo Spina in ospedale: ricoverato per un’encefalite virale

Febbre alta, il vescovo Angelo Spina in ospedale: ricoverato per un’encefalite virale
ANCONA Diocesi con il fiato sospeso per l’Arcivescovo Angelo Spina, ricoverato all’ospedale di Torrette per una encefalite virale. Anche se le sue condizioni di salute...

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ANCONA Diocesi con il fiato sospeso per l’Arcivescovo Angelo Spina, ricoverato all’ospedale di Torrette per una encefalite virale. Anche se le sue condizioni di salute sono costantemente monitorate ed il peggio sembra essere passato scoperta la natura dei problemi avuti nei giorni scorsi. Già mercoledì scorso Mons. Spina aveva dovuto saltare la firma dell’accordo fra istituzioni per le celebrazioni del programma dedicato a san Francesco d’Assisi. Sta poco bene – era trapelato – ma niente di grave, ed era stato sostituito dal vicario don Carlo Carbonetti. 

 

L’escalation


Che ieri ha spiegato cosa era successo e raccontato del ricovero prima al Pronto Soccorso e poi in reparto. E sempre ieri è stato proprio l’Arcivescovo in un messaggio vocale a tutti i sacerdoti diocesani a parlare della sua condizione di salute, in un certo senso tranquillizzando chi sapeva dei suoi problemi e del suo ricovero. «Ho passato dei giorni con febbre molto alta ed un grande mal di testa - ha spiegato -. Poi ieri sera (venerdì) a Torrette, dove sono ricoverato, dopo una serie di analisi di ogni genere si è arrivati a scoprire la causa del malanno. Una encefalite virale che mi costringerà a qualche giorno di cure e ricovero». Ma non perde il suo consueto amore filiale. «L’amore che ho verso la Diocesi che sono stato chiamato a guidare mi farà superare ogni cosa. Vi ringrazio per l’affetto e la preghiera, così come io prego per voi. Offro questa sofferenza per il bene della nostra Diocesi e per la Chiesa tutta. I momenti difficili ci aiutano a stare vicino al Signore ed alle persone a cui si vuole bene e come dico sempre quando si ha la Diocesi nel cuore anche questi momenti sono momenti di grazia».


Insomma il peggio, una volta scoperta la causa, sembra proprio essere passato. Ed anche l’invio del massaggio al clero sembra indurre all’ottimismo. «Probabilmente il nostro caro Vescovo – commenta don Carlo Carbonetti – ha anche pagato la fatica e lo stress di quest’ultimo periodo, quando si è sempre speso per portare la voce del Signore in mezzo alla gente, che lo hanno reso più vulnerabile al virus». 


Continua don Carlo: «Le tante visite pastorali nel corso dell’estate, la visita in Terra Santa ed a Lisbona per le Giornate Mondiali della Gioventù. Non si è mai risparmiato ma è sempre stato in prima linea, in mezzo ai fedeli, alla gente, ai giovani». «Fortunatamente – conclude – si è riusciti a capire la natura della febbre e del forte dolore di testa ed ora siamo più tranquilli. Certo avrà bisogno di un periodo di riposo, ma sono certo che ritornerà a svolgere il suo ruolo e compito di pastore della nostra Diocesi con lo stesso spirito, passione ed amore filiale che ha dimostrato in tutti questi anni».  Leggi l'articolo completo su
Corriere Adriatico