Tac-mobile per malati di Covid, via ai lavori: montati i container nel parcheggio del Pronto soccorso

I container che ospiteranno la Tac per i pazienti Covid
ANCONA - Nell’arco di una mattinata il parcheggio del Pronto soccorso è stato rivoluzionato. Niente più auto - la sosta sarà vietata fino al 30 giugno...

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ANCONA - Nell’arco di una mattinata il parcheggio del Pronto soccorso è stato rivoluzionato. Niente più auto - la sosta sarà vietata fino al 30 giugno -, spazio alla Tac-mobile che arriverà domani e sarà operativa da martedì. Ma intanto, i tecnici dell’ospedale e della Gnodi Service, la ditta milanese che si è aggiudicata la gara-lampo, aperta e chiusa nel giro di tre giorni, hanno montato i quattro moduli che ospiteranno appunto il sofisticato dispositivo in grado di eseguire fino a 25-30 Tac al giorno per i malati di Covid.

 
La struttura, installata ieri mattina a tempo di record, occupa uno spazio di circa 60 mq proprio davanti all’ingresso del Pronto soccorso di Torrette: in attesa della maxi Tac, oggi verranno effettuati i lavori per collegare tramite un tunnel i container (in cui troveranno spazio anche una sala comandi e una per la refertazione) alla camera calda del Pronto soccorso e ad un’ala dedicata alle ecografie. 


Si tratta di un percorso dedicato esclusivamente ai pazienti contagiati dal Covid, non solo quelli in arrivo al Pronto soccorso, ma soprattutto quelli già ricoverati nei reparti speciali. L’obiettivo è garantire la separazione degli accessi ed evitare la contaminazione dei macchinari presenti all’interno dell’ospedale regionale, mantenendo “pulita” in particolare la Radiologia. Il coordinamento della Tac-mobile è affidato al professor Andrea Giovagnoni, direttore del dipartimento di scienze radiologiche di Torrette e al dottor Aldo Salvi, primario del Pronto soccorso, insieme alla dottoressa Susanna Contucci, responsabile dell’Obi. Il noleggio della maxi Tac costerà all’ospedale 150mila euro spalmati in tre mesi, con la possibilità di esercitare un’opzione per un altro trimestre al costo di 50mila euro.

Un investimento che la Direzione generale ha giustificato sostenendo l’importanza di dotarsi di una strumentazione hi-tech di ultima generazione, in grado di individuare con estrema precisione le conseguenze del Covid a livello polmonare, in modo da trattare precocemente i casi di embolia polmonare e di conseguire un follow-up immediato nella fase acuta della malattia. Il reparto diagnostico in container allestito all’esterno dell’ospedale renderà off limits il parcheggio del Pronto soccorso, dov’è stato istituito il divieto di sosta e fermata fino a tutto giugno, con un’ordinanza della polizia locale. Resta invece invariata la viabilità per le ambulanze e i mezzi di soccorso, a cui sono riservati i parcheggi all’interno dell’area.

 

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Corriere Adriatico