Due terzi degli alunni a casa, è caos alla scuola primaria Conero: una sesta classe finisce in quarantena

Cresce l'allarme Covid nella scuola primaria
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ANCONA - Salgono a 6 le classi in quarantena alla primaria Conero: due prime, due terze e due quinte. Circa 120 bambini sono a casa, dopo che una maestra - a quanto pare non vaccinata - ha contratto il Covid. In pratica, due terzi della scuola di via Tagliamento è in isolamento, in attesa della laboriosa procedura dei tamponi e di risposte da parte dell’Asur che, fino a ieri, non aveva ancora comunicato una decisione in merito alla probabile (e forse inevitabile) chiusura del plesso.

 

Anche perché, per quanto non siano stati diffusi dati ufficiali in merito al numero dei casi positivi, il focolaio si sta allargando: tant’è che è stata disposta la quarantena pure per una classe della scuola media che, con la primaria, condivide alcuni spazi comuni. 


Nel clima di incertezza generale e in attesa di decisioni dall’alto, diverse famiglie hanno optato per l’auto-isolamento dei propri figli: oggi, al rientro sui banchi dopo il giorno festivo dell’Immacolata, le aule delle Conero saranno decimate non solo dal Covid, ma anche dalla paura. Molti genitori preferiscono non mandare a scuola i propri bambini, a scopo precauzionale, per evitare qualsiasi possibilità di contagio. Se poi si considera che domani si preannuncia elevata l’adesione allo sciopero degli insegnanti e del personale Ata, indetto da Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda e Snals per protestare contro “l’immobilismo del Governo in materia di istruzione”, per logica si dovrebbe andare verso la chiusura della primaria.

«Ma non è il Comune né la dirigente scolastica a poter prendere una decisione in questo senso - ribadisce l’assessore alla Pubblica istruzione, Tiziana Borini -. La preside sta facendo il massimo per avere indicazioni dall’Asur che, però, in questo momento è oberata di lavoro. Sta inviando comunicazioni alle famiglie su quello che sta succedendo, nella consapevolezza che la situazione crea un disagio enorme a tutte loro». Disagi che coinvolgono anche l’aspetto didattico: a causa della carenza di insegnanti (ce ne sono diversi in quarantena) è stato impossibile attivare le lezioni a distanza.

«Si tratta, infatti, di un’evenienza improvvisa e inaspettata: fin qui l’istituto comprensivo Scocchera non era mai stato interessato da casi di Covid», ricorda l’assessore Borini. Eppure una classe è stata collocata in isolamento alla primaria di Pietralacroce e un’altra alle Montessori è a rischio. 


A questo punto non resta che aspettare l’esito dei tamponi, anche se la carenza di tracciatori, cioè di addetti incaricati di effettuare i test a studenti e insegnanti venuti in contatto con la persona positiva, ha reso le procedure ancor più complicate. «Speravamo di poter ragionare su protocolli consolidati e invece c’è ancora molta confusione», si rammarica la Borini. Che poi rivolge un appello accorato: «In questo momento due cose sono fondamentali: la collaborazione tra scuola e famiglie e il rispetto tra genitori. Bisogna rendersi conto - dice - che far incontrare bambini che frequentano diverse scuole rischia di favorire il contagio: sarebbe opportuno limitare le occasioni di incontro». 

 

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Corriere Adriatico