I laghetti di Percile: un angolo di paradiso fra i Monti Lucretili

Domenica 20 Settembre 2020 di Maria Serena Patriarca
laghetti di Percile

Boschi di conifere e acque verdi smeraldo incastonate in un paesaggio che rievoca quello della Svizzera. Un angolo di Alpi nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lucretili, a cui si arriva attraverso la Valle dell’Aniene. Benvenuti ai Laghetti di Percile, o “lagustelli” come vengono anche definiti in zona, uno degli itinerari di trekking del Lazio più amati da chi cerca percorsi nella natura adatti a tutta la famiglia.
 

 

I sentieri che, a circa 750 metri di altitudine, conducono al lago Fraturno e al lago Marraone, infatti, non sono scoscesi e sono facilmente percorribili anche con i bambini. Da Percile, annoverato tra i borghi più belli d’Italia, si percorre in macchina la strada sterrata che conduce al cancello da cui parte il sentiero che poi si dirama in due differenti percorsi possibili. Due km da percorrere a piedi per giungere ai Laghetti e, per chi desiderasse estendere ulteriormente l’escursione, dirigersi al sentiero Coleman o alle rovine di Morella (Castel del Lago, raggiungibili in circa 15 minuti di cammino in salita dal maggiore dei due laghetti, il Fraturno).

Rovi di more selvatiche, biancospini, rosa canina e cardi multicolore fanno parte della ricca  flora della zona.  Pensate che fino al XVIII secolo i laghi erano tre, tutti quanti originatisi da un processo carsico fossile. I due laghetti attualmente esistenti, con le loro tipiche acque verdi smeraldo dove si rispecchiano i boschi circostanti come in un “mondo capovolto”, sono stati creati appunto da doline di crollo successivamente rese impermeabili da sedimenti argillosi frutto del “dilavamento”.

Se sul maggiore dei laghetti si può sostare perché circondato da piccole spiaggette, il secondo lago (Marraone) non è invece facile da raggiungere ed è impossibile sostarvi, per via del ripido accesso non percorribile senza le calzature adatte ed una certa pratica di trekking. La foresta che fa parte della Tenuta dei laghi si estende su 900 ettari di terreno, e nel 2008 i Laghetti sono stati dichiarati Sito Internazionale per la Tutela della Biodiversità.

Di ritorno dal percorso che conduce ai Laghetti una visita la merita senz’altro il delizioso borgo di Percile, a 574 metri di altitudine, oasi di silenzio con alcune “perle” tutte da scoprire: come la chiesetta di Sant’Anatolia, del XVI secolo, con i suoi affreschi sacri. Sempre in centro ecco Palazzo Borghese, che in origine appartenne agli Orsini e poi agli Atti di Todi ed oggi è sede dell’amministrazione comunale.

Nella parte alta del borgo domina la chiesa di Santa Lucia, patrona di Percile, risalente al XVI secolo e contenente le reliquie della Santa. Percile, fra l’altro, fa parte del Cammino di San Benedetto, dove natura, spiritualità, storia e archeologia si fondono in magica alchimia. Proseguendo in auto in direzione di Licenza consigliamo di visitare la Villa di Orazio, che si trova in un punto geografico “strategico” dove confluiscono itinerari di grande valore culturale: la Via della Fede, la Via degli Imperatori e la Via dei Principi.

Nelle vicinanze c’è anche il maestoso Ninfeo degli Orsini, del XV secolo, uno degli scorci più amati e più fotografati nell’area del borgo di Licenza. Il suo fascino è antichissimo e legato al profondo valore simbolico dei rituali dell'acqua: si dice infatti che sorga nella stessa location della Fonte Bandusia (Fons Bandusiae), citata dal poeta latino nell'Ode XIII del terzo libro.

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