Borghi d'Italia, weekend a Sutri: tra storia e natura

Giovedì 1 Aprile 2021 di Carlos Solito
Borghi d'Italia, weekend a Sutri: tra storia e natura

Oltre allo smart working, la nostra resistenza in questo anno ha sperimentato ricette culinarie, letture, serie tv, modellismo, arte virtuale e soprattutto sogni. Anche nel weekend di Pasqua toccherà essere stanziali ma il sogno del viaggio si avvicina, l'inesauribile metafora di vita che dall'Odissea a Chatwin rompe la routine - e per certi versi la banalità del quotidiano - dando corpo a quell'esperienza umana che si fa scoperta appassionata di luoghi e di sé stessi.


NEL VERDE
Viaggiare nel classico modo al quale eravamo abituati non sarà propriamente praticabile nel breve periodo, ma con accortezza non sarebbe male sbirciare alle porte di casa. Partendo con una delle più celebri frasi di Proust, Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi, si prende la Cassia, direzione Tuscia. Tra i laghi di Bracciano e Vico, nell'esatto mezzo di verdissimi saliscendi del viterbese, si fa tappa a Sutri le cui cronache degli ultimi anni sono legate al sindaco Vittorio Sgarbi, critico e storico dell'arte eletto nel giugno del 2018 e che dal novembre scorso è entrata a far parte dei Borghi più belli d'Italia.


I CAMPANILI
Sutri merita di essere visitata soprattutto per il suo centro storico, uno dei più suggestivi (e ben curati) del Lazio, tra le mete di quella coloratissima Italia minore sulla quale ormai da tempo si sta orientando un turismo consapevole e genuino, un luogo pieno di silenzi e semplicità. Quasi tutti i pellegrini che percorrono la via Francigena (www.viefrancigene.org) venendo da Vetralla, per prima cosa vedono l'alto campanile medievale della Cattedrale ed entrano nel borgo antico dalla piazza del Duomo, con il grande e slanciato prospetto di Santa Maria Assunta.


A fianco della chiesa c'è l'accesso al museo che da due anni ospita la mostra sui capolavori dell'arte curata da Sgarbi, Dialoghi a Sutri. La cornice monumentale è quella del Museo di Palazzo Doebbing (www.museopalazzodoebbing.it). Costruita nel XII secolo, dell'originario stile romanico ben poco è stato risparmiato dai rifacimenti barocchi, compreso il portico d'accesso alle tre navate e i decori (tele ed affreschi) delle cappelle laterali. Mentre balzano all'occhio l'antico pavimento marmoreo cosmatesco, due colonne d'epoca romana inglobate nel presbiterio e, al piano inferiore, la cripta con colonne marmoree a capitelli bizantini, longobardi e romanici.


Poco più avanti, seguendo via Vittorio Veneto, costellata da negozietti, si giunge nella soleggiata piazza del Comune, animata da un continuo andirivieni tra bar, ristoranti (i golosi dei primi, appena si potrà tornare in trattoria faranno bene a non perdersi a pranzo fettuccine ai porcini e tagliatelle alla lepre), un panificio e una storica norcineria dove gustare le coppiette essiccate al finocchio, pepe e peperoncino. L'elegante fulcro cittadino, un tempo occupato dal Foro della Sutrium romana, e nel Medioevo Platea Fori, sorprende per la leziosa Torre campanaria i cui rintocchi scandiscono la vita cittadina.


LA FONTANA
Al centro la monumentale fontana marmorea che, unitamente agli eleganti palazzi perimetrali (soprattutto quello del Comune nel cui cortile si ammirano frammenti scultorei di epoca romana e medievale), dona alla piazza una perfetta scenografia barocca. Per info e prenotazioni ci si può rivolgere all'Ufficio turistico di Sutri (www.sutriturismo.it, tel. 0761.609380).


LA PASSEGGIATA
Due passi tra i vicoli acciottolati e si giunge alla chiesa di San Francesco, fondata dallo stesso frate di Assisi nel 1222, prima di puntare per Porta Vecchia inglobata nelle mura medievali belle soprattutto negli scorci delle torri Fortebracci e degli Arraggiati (singolare il portale di accesso con gli archi ogivali). Da qui, tutta discesa per il dirimpettaio itinerario archeologico e di natura.

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