Turismo, Marche: la scommessa arte-natura-gastronomia sulle tracce di un monaco ribelle

Il Palazzo Comunale di Cagli di sera con l'orologio illuminato
Il Palazzo Comunale di Cagli di sera con l'orologio illuminato
di Luca Lippera
7 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Aprile 2022, 18:14 - Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 19:27

Cosa può dire - gusto a parte - un piatto di "Bigoli con la Cicoria"? Quale mondo si muove senza clamori dietro i "Cappellacci al formaggio con crema di zucca e tartufo nero"? Gli "Gnocchi al sugo d'anatra", il bianchello del Metauro, il "Filetto di maiale con salsa pericordina" sono solo voci di un menù o specchi di una dimensione italiana, le Marche del nord, magnifica, discreta e tutta da esplorare? Per il quinto anno consecutivo L'Itinerario della Bellezza, un progetto della Confcommercio di Pesaro e Urbino, costruisce dalla città del musicista Gioacchino Rossini, capitale della Cultura Italiana 2024, le tappe di un viaggio del turismo di qualità che gioca la potente carta dell'enogastronomia per far scoprire durante tutta la Primavera un entroterra fatto di borghi secolari, rocche, chiese, monti ed eremi del silenzio che si manifestano all'improvviso in mezzo alla natura tra Mombaroccio, Mondavio, Montefelcino, Fossombrone, Acqualagna, Fonte AvellanaApecchio, Sassocorvaro e Sant'Angelo in Vado. Poi, al culmine di una cavacata tra passato e presente, ecco la bella Cagli, col vecchio orologio che splende di sera in cima al Palazzo del Comune, e il piccolo gioiello di Frontone che da uno sperone di roccia guarda il massiccio del Monte Catria e le colline di Raffaello Sanzio che ricordano un suo quadro.

Nulla nell'Itinerario è fatto a caso. Quest'anno si celebrano i 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro, il duca che pensò Urbino come città ideale: controllava l'area coi metodi sbrigativi e spesso spietati del Cinquecento, ma ha lasciato tracce ovunque fornendo alle Marche del nord un'impronta che lo caratterizza come uno dei mecenati del Rinascimento, secondo solo a Lorenzo de' Medici.  L'entroterra di Pesaro è sempre più spesso meta di turisti a caccia della natura, di una "lentezza" che rilassa lo spirito e che diventa una chiave per scoprire un comprensorio unico, le sue tradizioni gastronomiche, le tracce di arte e storia disseminate nella zona.

I fine settimana gastronomici ideati dall'associazione, promossi dalla Camera di Commercio delle Marche, vanno avanti anche nell'ultimo scorcio di aprile e poi a maggio e a giugno. C'è un opuscolo tascabile - "Week End Gastronomici Primavera 2022", una guida chiara e ben fatta da tenere in macchina - ma tutte le notizie (il calendario, i ristoranti che aderiscono all'iniziativa, i menù e la descrizione dei luoghi) possono essere consultati anche su due siti internet: www.ascompesaro.it e www.le marchediurbino.it. Sono state allestite pagine Facebook e Instagram: Confturismo Pesaro e Urbino, Itinerario della Bellezza, Confcommercio Marche Nord, Ristoratori+-Fipe Marche Nord. Su Instagram i link sono questi: itinerario_della_bellezza e poi confcommerciomarchenord.

 

La cosa ha uno scopo promozionale - inutile non dirlo - ma nasce da qualcosa di più. Notizie, foto e apprezzamenti sul pesarese e sulle colline di Urbino, dove Raffaello addestrò il suo genio, appaiono sempre più spesso sui siti europei che si occupano di turismo. Il che si traduce in visite, curiosità, richieste di informazioni. «Noi italiani - scrive Amerigo Varotti, direttore della Confcommercio Pesaro nella pubblicazione curata da Sergio Zidda e impaginata dalla "Exnovo Design" - abbiamo una grande riserva di energia con cui costruire il futuro: non il petrolio, ma la bellezza, che è storia, arte, cultura, ambiente, qualità dei prodotti e del patrimonio agroalimentare. L'Itinerario nasce da questi presupposti per valorizzare la magnifica terra marchigiana». Caprile, un piccolo posto in una valle silenziosa sotto il Catria, spiega la ricetta di una terra che riscuote sempre più successo: le case di pietra attirano visitatori a caccia della natura, della tranquillità e di un modo di vivere lontano da tutto.

Nel libricino, scritto in modo chiaro (inclusa la dimensione dei caratteri), c'è, per ogni località, una descrizione storica dei luoghi (ecco Pergola, Novafeltria, Montecalvo in Foglia, Tavoleto, la stessa Urbino, Borgo Pace, Sassocorvaro Auditore) e poi, per ogni luogo, un locale tipico da dove partire per scoprire il circondario. I prezzi sono "calmierati": 22-25 euro a persona. Ogni locale offre un menù, deciso d'intesa con l'associazione, che racconta il territorio e i suoi segreti. Oggi, 25 aprile, il viaggio porta a Carpegna (da "Silvana" ci sono i passatelli su fonduta di casciotta urbinate) e a Vallefoglia, dove “La Nuova Fazenda” punta su sardoncini marinati, carpacci di tonno e tagliolini branzino e zucchine. Ieri è stata la volta di Colli al Metauro (frittatine con verdure e coniglio in porchetta alla trattoria “Al Mandorlo”, di Novafeltria (“La Locanda dei Venti” con gli strozzapreti strigoli e ganciale e le quaglie al forno) e Montecalvo in Foglia (“La Vigna”).

Domenica 8 maggio l'Itinerario conduce i viaggiatori ad Apecchio (la trattoria “Al Biancospino” servirà tra l'altro tagliatelle ai funghi spignoli) e a Cantiano, lungo la Flaminia vicino a Cagli, dove il ristorante “Tenetra” tiene alto, tra galline faraone e guancie di vitella, l'orgoglio della zona: le visciole (poi amarene) che danno sapore e personalità a diverse portate. I borghi già menzionati per i primi di aprile hanno vsto crescere le visite e le locande continuano a servire, con piccole variazioni, le specialità indicate dall'Itinerario della Bellezza. Lungo il viaggio ecco la "Cascina delle Rose" a Sant'Ippolito (focaccia di erbe di campo e pecorino, galletto ripieno), il ristorante "Amabile" a Frontone (frittata al tartufo, cappellacci agli asparagi, costarelle, spiedini e una crescia più volte premiata) , "Il Torchio" a Montefelcino (formaggi con confettura di fichi e coniglio al finocchietto selvatico) e "La Palomba" a Mondavio (ravioli di ricotta con ortica e coniglio in potacchio). I locali sono in tutto una cinquantina, tra cui il "Ristorantino Barocco" di Mondavio (Gnocchi al ragù di verdure e roast-beef con piselle e pancetta) con appuntamenti fino al 12 giugno. Si mangia qualcosa e poi si parte all'avventura.

Le immagini della guida sono state fornite dal Servizio Turismo della provincia di Pesaro e Urbino e c'è la collaborazione di "Rivierabanca" del gruppo bancario cooperativo Iccrea. Colpisce un po' che non ci sia un partecipazione diretta dalla Regione Marche e che un'iniziativa così ben studiata per ora non sia pubblicizzata con evidenza sul sito internet dell'istituzione guidata dal 2020 dal presidente Francesco Acquaroli. Ma sono dettagli. L'entroterra di Urbino pensa ad altro. A maggio, proprio a Frontone, dovrebbe tornare la Sagra dello Spignolo. Un poeta dialettale del luogo lo chiama "fungo del fulmine" o "fungo delle streghe". Profuma come pochi e spunta e spunta, dopo i temporali di aprile, sulle pendici del Monte Catria e vicino ai cespugli di biancospino. C'è gente che arriva da lontano per gustarlo - in insalata, per antipasto, grattugiato come se fosse un tartufo bianco - e poi, dopo un pranzo nella locanda del luogo, va a passeggiare nelle valli dell'Appennino sulle tracce di San Romualdo che si ritirò a Fonte Avellana attorno all'anno Mille  gettando le basi di un nuovo monachesimo distante dalla mondanità, dalla politica e dagli intrighi della Chiesa di Roma.

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