Isernia e la sua provincia in due giorni: cosa fare, vedere e mangiare nel periodo del foliage

Abbazia di San Vincenzo al Volturno
Abbazia di San Vincenzo al Volturno
di Maria Serena Patriarca
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Giovedì 3 Novembre 2022, 11:51 - Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 12:12

Incastonata fra la catena delle Mainarde e il massiccio del Matese, la città di Isernia è un ottimo trampolino di lancio per scoprire il Molise in autunno, in particolare le bellezze naturalistiche e artistiche della Provincia della stessa Isernia. Questo territorio si presta a “fughe lampo” per brevi vacanze di soli di due giorni, ideali per il weekend. Suggeriamo in tal caso di prevedere un pernottamento a Isernia, magari in una delle residenze d’epoca del centro storico, e da qui programmare brevi itinerari di trekking o di scoperta dei borghi e dei gioielli di arte sacra del territorio circostante.

Cosa vedere a Isernia

Isernia, con il suo centro storico ricco di testimonianze storiche e artistiche, prima fra tutte la Fontana Fraterna con i suoi 6 getti d’acqua (divenuta il simbolo della città), è anche il cuore pulsante dell’antica tradizione del tombolo, il pregiato ricamo tramandato di madre in figlia da generazioni, a cui è dedicato un Museo a cui si accede proprio dal palazzetto vicino alla stessa Fontana. Le origini di Isernia, particolarmente fiorente come città sannita, affondano nel Paleolitico, e non a caso Isernia è sede del Museo del Paleolitico. Non perdete l’occasione di cenare nei locali in pietra delle antiche Segrete del Settecento, dove oggi c’è “O’Pizzaiuolo”, per assaggiare le prelibatezze locali fra cui i crioli (pasta fresca tirata a mano) con pancetta, pecorino e cacioricotta, le mozzarelle di bufala accompagnate dai salumi locali, la focaccia al forno al legna, i cavatelli fatti a mano con il caciocavallo di Frosolone, il baccalà all’Isernina (con cipolla e olive) o le tagliatelle fatte a mano ai sapori molisani, con funghi porcini matesini e lamelle di tartufo nero.

 

Una delle esperienze “cult” per gli amanti dell’arte carolingia e dei luoghi del mistero è il sito archeologico di San Vincenzo Al Volturno, con i suggestivi resti dell’Abbazia benedettina e un'autentica “chicca” per gli amanti delle chiese rupestri: la Cripta di Epifanio, visitabile con guide specializzate solo su prenotazione (telefono e whatsapp 350 175 5970). Si tratta a tutti gli effetti degli affreschi più completi, in ambito europeo, di pittura sacra altomedievale. Qui, cosa sorprendente, è nato il culto mariano, con la prima immagine in assoluto dipinta di Maria: la Vergine Assunta in Cielo. Gli affreschi della Cripta sono ad alto valore simbolico, e rievocano il motivo del papavero (fiore che richiama la connessione sacra fra la dimensione terrena e quella divina), gli Angeli dell’Apocalisse, e la mano divina che illumina i credenti che accedono a questo luogo sacro. Dopo aver visitato il sito fate tappa alla Cascata del Volturno, in un paesaggio che sembra uscito fuori da un libro di saghe nordiche dei folletti e delle fate, e poi al Lago di Castel San Vincenzo, un’autentica “perla” del territorio: piccolo angolo azzurro di pace dove il foliage giallo rievoca scorci simili a Yellowstone, tanto da poter essere ribattezzato la piccola Yellowstone del Molise.

Riserva Naturale del Torrente Callora

E’ l’esperienza che più attrae i giovani, gli amanti del trekking e le famiglie con bambini. Passare sul Ponte Tibetano nella Riserva Naturale del Torrente Callora è certamente un “must to do” nella Provincia di Isernia. A poca distanza dal suggestivo borgo di Roccamandolfi, il Ponte Tibetano dà accesso a bellissimi sentieri ideali per il trekking (il Sentiero dei Fringuelli e il Sentiero dei Pastori, quest’ultimo più impegnativo), in una serie di panorami in cui si alternano cime rocciose a boschi con corsi d’acqua naturali. Il Ponte Tibetano è composto da una struttura metallica sospesa a 140 metri d’altezza, lunga 234 metri. Se i sentieri che si imboccano dal Ponte richiedono esperienza di escursionismo e scarpe e abbigliamento adatti, il sentiero che, invece, conduce al Castello (e che si può fare anche senza attraversare il Ponte) è facile e adatto a tutti, anche se in salita all’andata. Il Castello è davvero imponente, e una volta arrivati il panorama merita diversi scatti fotografici. A fondare il Castello fu, nel X secolo, il longobardo Maguinulfo.

Se siete amanti dei borghi medievali non perdete di visitare Fornelli, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Il cuore del borgo è racchiuso fra i vicoli medievali circondati dalle Mura Normanne, ed è proprio dalla passeggiata panoramica sulla Valle, che si fa su queste Mura, che si ammira uno dei tramonti più belli di tutta la Regione. A Fornelli adesso è il periodo dei fagioli, e non è raro imbattersi nelle anziane donne del luogo che, sedute al fresco dei vicoli, sbucciano i legumi (detti i “fagioli dei Santi”) e li preparano per essere consumati durante la stagione invernale. A Fornelli, noto anche come “Il Paese delle Torri”, soggiornò per un breve periodo anche Carlo III di Borbone. Fra le delizie enogastronomiche del luogo? Le bruschette al tartufo.

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