Ciociaria segreta: i misteri del Castello di Fumone

Domenica 20 Giugno 2021 di Maria Serena Patriarca
Il corpo imbalsamato del piccolo marchese morto misteriosamente nell'Ottocento nel Castello di Fumone

Uno dei borghi più affascinanti ed uno dei castelli più misteriosi del Lazio: oggi facciamo rotta su Fumone, e sul suo Castello con mille anni di storia alle spalle, che attira non solo visitatori interessati all’arte e alla cultura, ma anche appassionati di inquietanti storie di fantasmi, “ghostbusters” internazionali compresi. Sembra che la fondazione del borgo, fra i più belli dell’alta Ciociaria, risalga addirittura all’epoca di di Tarquinio il Superbo (V secolo a.C.), che dopo essere stato cacciato da Roma pensò di trovare rifugio sicuro sull’altura dove oggi sorge, appunto, il paese. Il fulcro e il cuore del borgo è senza dubbio il Castello. La storia del Castello di Fumone, che svetta sulla vallata circostante a 800 metri di altitudine, ha origini antichissime e in parte ancora oscure, ed è certamente legata alla via Latina, la strada “strategica” che collegava Roma a Napoli. Una roccaforte maestosa che neanche gli imperatori Federico Barbarossa ed Enrico VI sono mai riusciti ad espugnare. Sembra che il nome “Fumone” derivi dal fatto che da questa magione venivano lanciati segnali di fumo, appunto, per dare l’allerta in caso di invasori che da Sud si dirigessero verso la città di Roma. Fin dall’epoca romana il centro abitato di Fumone ebbe un importante ruolo militare, specialmente nella guerra del Sannio. Successivamente, quando Annibale fece base a Capua (zona visibile dal castello), i Romani proprio da Fumone deliberarono la strategia di guerra per fronteggiare il condottiero, che decise di puntare su Roma marciando attraverso la via Latina.

 

Superata l’età delle invasioni barbariche, dal X secolo d.C. la storia di Fumone si è legata in maniera importante a quella della Chiesa. La Rocca di Fumone, praticamente inespugnabile, fu utilizzata dai Pontefici per oltre 500 anni anche come prigione per prigionieri politici. Nel 1121 nel Castello venne imprigionato e morì l’antipapa Maurizio Bordino (con il nome di Gregorio VIII), il cui corpo fu sepolto nel castello ma non venne mai più rinvenuto: solo il primo di una lunga serie di segreti che avvolgono queste mura. Ma l’episodio più importante, riportato in tutti i libri di storia, avvenuto nel castello di Fumone risale 1295, quando vi fu rinchiuso il Papa santo Celestino V, che proprio fra queste mura spirò, dopo ben 10 mesi di prigionia. Celestino V, affascinante figura avvolta da molti misteri, era l’eremita Pietro dal Morrone, e fu eletto pontefice a 86 anni. Il suo nome era legato alla fama che aveva come fautore di miracoli, ma il suo pontificato durò solo pochi mesi. Celestino, infatti, era intellettualmente troppo onesto e corretto per non entrare in contrasto con le decisioni politiche che spesso erano prese solo nell’interesse della Chiesa: per questo alla fine abdicò e al suo posto fu eletto papa Bonifacio VIII, il quale decise di imprigionarlo in un luogo da cui nulla e nessuno lo avrebbe reso più libero: il Castello di Fumone, dove nell'angusta cella di pietra che si può visitare ancora oggi Celestino morì il 19 maggio del 1296. Da questo momento il Castello divenne anche una meta spirituale oltre che una testimonianza culturale e storica di rilievo. Nel 1588 papa Sisto V affidò il Castello di Fumone ai marchesi Longhi de Paolis (attuali proprietari), nobile famiglia romana (il cui antenato, Guglielmo, fu ordinato cardinale da Celestino V), che ne fecero la loro residenza di campagna, costruendo il giardino pensile e ampliando il palazzo. Ancora oggi ogni membro della famiglia viene battezzato nella cappella del Castello, ed educato alla tradizione “celestiniana”. Il castello racchiude anche un altro inquietante mistero: la tradizione narra che fra queste sale si aggiri il fantasma del marchese bambino Francesco Longhi Caetani, morto in circostanze misteriose nell’Ottocento (forse avvelenato dalle sue stesse sorelle, per motivi di eredità essendo l’unico figlio maschio della famiglia), il cui corpo, imbalsamato, è conservato in un secretaire della magione, insieme con le scarpine, i vestitini e i soldatini appartenuti al bimbo. Ma i luoghi misteriosi del Castello non finiscono qui: all’ingresso del Piano Nobile c’è il “Pozzo delle vergini “, crudele strumento che le leggende popolari tramandano venisse utilizzato dai Feudatari di Fumone che decidevano di esercitare il diritto dello "ius primae noctis": prima di autorizzare le nozze tra gli abitanti del suo territorio il “Signore” di Fumone poteva trascorrere una notte con le future spose, ma se le ragazze non erano vergini le faceva precipitare nel pozzo.

Dai giardini pensili della residenza, che fa parte delle Dimore Storiche del Lazio, si ammira uno dei più spettacolari panorami della Ciociaria a 360 gradi. I giardini, arricchiti da un labirinto di siepi di bosso nei loro 3500 metri quadrati di estensione, sono i giardini pensili più alti d’Europa. Dal 1990 i marchesi Fabio e Stefano, attuali proprietari del Castello, lo hanno aperto al pubblico. Il castello (www.castellodifumone.it) è visitabile tutti i giorni: durante i mesi invernali, al mattino dalle ore 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18 (la domenica orario continuato dalle 10 alle 18); nella stagione estiva le visite pomeridiane si prolungano fino alle 20. Non lasciate il borgo senza assaggiare le prelibatezze locali del forno artigianale: le tipiche ciambelle casarecce all’arancia e al limone.

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