A Roma arriva l'Albergo Etico: lo staff è composto (anche) da persone con disabilità

Mercoledì 22 Maggio 2019 di Raffaele Nappi
Parte dello staff dell'Albergo Etico a Roma, composto da persone con disabilità

C’è chi si occupa della pulizia delle stanze, chi della colazione, chi accoglie i clienti all'ingresso. C’è Massimiliano, 44 anni e l’X Fragile, alla sua prima esperienza, che sogna di lavorare all’hotel Parco dei Principi. C’è Fabiano alla reception, 27 anni, uscito dal coma, che è arrivato dalla costiera Amalfitana e dice che, ora, sta bene qui. Diciotto camere arredate a due passi da piazza del Popolo in un palazzo del Novecento. Si chiama Albergo Etico ed è il primo nella capitale dove lo staff è composto anche da persone con disabilità.
 

 

L'IDEA - «Il progetto è nato così. Volevo mettere insieme la mia esperienza personale con la disabilità e la mia passione per il lavoro – racconta il responsabile di Albergo Etico Antonio Pelosi – Dopo un incidente motociclistico ho vissuto l’esperienza del post-coma, ho capito quanto è importante il lavoro per un disabile per costruire la propria identità. Sono sempre stato una persona abbastanza sicura del fatto mio: e invece la disabilità ti annienta, ti toglie tutte le tue certezze, ti rende meno attraente, meno cercato dagli altri. Il lavoro, ne sono convinto, è una parte importante del recupero. E ho voluto donare questa certezza anche agli altri».

PERCHE' ROMA - La scelta ricade proprio sulla capitale perché è qui che Antonio ha la sua esperienza professionale in materia alberghiera. «Roma è il luogo che conosco meglio. Ho una rete di relazioni che mi hanno consentito di sapere che c’era quel palazzetto in affitto, mi hanno messo in contatto con le suore, è stata una lunga trattativa ma alla fine ce l’abbiamo fatta», sorride. Oggi all’Albergo Etico lavorano stabilmente sedici persone, di cui otto ragazzi e ragazze con disabilità, esiti di post coma, sindrome di Down e sindrome di X Fragile, con età e mansioni diverse, che si occupano di pulizia delle camere, facchinaggio e accoglienza. Tutti, divisi tra i piani, le sale e la reception, imparano il mestiere sotto la supervisione del direttore. Tutti in tirocinio assunti con un contratto part-time a tempo determinato. «Siamo molto ambiziosi – continua Antonio – Vorremmo che per ogni tipo di difficoltà e di disabilità si riuscisse a trovare il lavoro che sfrutta le abilità residue delle persone. Siamo partiti col post-coma, quello che conosco personalmente, parecchi ragazzi già li conoscevo visto che faccio volontariato da anni nel settore. Abbiamo anche molti ragazzi con sindrome di Down che arrivano dal progetto Albergo Etico ad Asti».

L'APPOGGIO DELLE ISTITUZIONI - Anche le istituzioni hanno sorpreso: «Sono state molto presenti e si sono dimostrate sensibili al nostro progetto. È vero che qualche lungaggine burocratica c’è sempre, stiamo aspettando qualche permesso da 6 mesi, dal giorno della nostra apertura», conclude. Il futuro? «Puntiamo sulla formazione per dare ai nostri ragazzi la possibilità di uscire da quest’esperienza pronti per il mondo del lavoro». Le reazioni, per ora, sono molto positive. «Anzi – confessa Antonio – spesso chi soggiorna qui manco si accorge che i nostri ragazzi hanno delle disabilità. Per noi è una vittoria». Dopo l’apertura dello scorso 28 dicembre Antonio ha tanti progetti in mente. «Vogliamo allargarci e dare la possibilità ad altri ragazzi di venir a fare esperienza qui. Siamo solo all’inizio».

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