Italia-Turchia, il vescovo tedesco di Essen e il cardinale presidente del Comece tiferanno per gli Azzurri

Venerdì 11 Giugno 2021 di Franca Giansoldati
Italia-Turchia, il vescovo tedesco di Essen e il cardinale presidente del Comece tiferanno per gli Azzurri

Città del Vaticano - “Si tiferemo per l'Italia”. Il vescovo tedesco di Essen, Franz-Josef Overbeck  assieme al cardinale Jean Claude Hollerich, rispettivamente presidente e vice presidente delle conferenze episcopali europee (Comece) scherzano volentieri sulla prima partita degli Europei 2021 che si giocherà stasera. I due prelati non nascondono di fare il tifo per la nostra nazionale e non tanto per la Turchia anche se, Overbeck precisa che nella sua diocesi ci sono circa un milione di turchi.

Monsignor Overbeck assieme al cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo hanno avuto un lungo colloquio con Papa Francesco. Temi trattati: il futuro dell'Europa, l'immigrazione, la difesa dell'ambiente e la situazione in Germania.

Overbeck si ferma a rispondere ad alcune domande. 

Cosa sta succedendo in Germania, con le clamorose dimissioni (poi rientrate) del cardinale Marx che ha parlato di lentezza sul cammino della lotta alla pedofilia?

«Significa che siamo una Chiesa viva che sta facendo una scelta buona per reagire alla difficile piaga degli abusi. Noi abbiamo scelto la via sinodale che poi è anche quello che ha fatto il Papa con la Chiesa universale». 

Il cardinale Marx ha denunciato che la Chiesa è arrivata ad un punto morto...

«Bisogna chiedere a Marx, io non avrei usato quel termine, per me la Chiesa è arrivata ad un punto di scambio; forse in qualche struttura della Chiesa si è arrivati ad un punto morto ma la fede va avanti». 

Ci sono state proteste tra i parroci tedeschi per il divieto Vaticano a non benedire le coppie gay, che ne pensa?

«Siamo una Chiesa che ha a cuore la pastorale: se gli omosessuali ci chiedono la benedizione perche' no?»

C'è chi teme lo scisma..

«Noi non siamo una Chiesa scismatica, ma una Chiesa vivace» 

Tra le richieste che vengono fatte in Germania c'è l'abolizione del celibato sacerdotale, lei sarebbe d'accordo?

«Le vocazioni sacerdotali diminuiscono e siamo prossimi al punto zero, sono preoccupato per questa situazione della Chiesa, non solo in Germania; con l'assenza dei preti rischiamo di perdere il carattere sacramentale. La situazione e' molto difficile. Si potrebbe riflettere sul fatto che forse un buon marito potrebbe fare questo servizio, esattamente come avviene nella tradizione ortodossa, ma nella tradizione romano cattolica è un'altra cosa. Detto questo ribadisco la mia preoccupazione perchè con l'assenza di preti perdiamo il carattere sacramentale. Pensi che nella mia diocesi ordino uno o due preti all'anno a fronte di una ventina di decessi l'anno. E' alla luce di questa situazione che va inquadrata la riflessione sul celibato». 

Il cammino sinodale che c'è in Germania potrebbe portare in prospettiva a creare la basi per un Concilio?

«Non penso, siamo ancora alle fasi finali del Vaticano II, non vedo questa possibilità. Non è il tempo di un Concilio Vaticano III »

Visto che avete parlato con il Papa di immigrazione avete riflettuto sul fatto che ci sono Paesi che hanno chiuso ogni tipo di approccio aperturista, penso per ultimamente alla Danimarca...

«Il Mediterraneo è il più grande cimitero dell'Europa e le migrazioni continueranno massicce ancora. E' un fenomeno epocale. La nostra linea, così come quella del Papa non cambierà. Dobbiamo accogliere tutti, la situazione è grave». 


 

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