Biden-Zuppi, colloquio fiume La via del Papa alla pace, si annodano i fili per i bambini ucraini

il cardinale Zuppi che entra alla Casa Bianca
il cardinale Zuppi che entra alla Casa Bianca
di Franca Giansoldati Antonella Ciancio
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Mercoledì 19 Luglio 2023, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 21:50

WASHINGTON Ha varcato l'ingresso della Casa Bianca con il fare umile di sempre, per «ascoltare e farsi ascoltare, per cercare soluzioni». La speranza del resto è la virtù cristiana che don Matteo Zuppi applica in ogni circostanza che si trova davanti, compresa quella difficilissima che sta portando avanti per conto di Papa Francesco. Una missione per niente scontata, alimentata dalla forza dei piccoli passi e di chi non ha nulla da difendere se non la possibilità di individuare spiragli e aperture per la pace, alla ricerca di cooperazione e umanità, nella consapevolezza che con la guerra tutti risultano dei perdenti.

PIANO

Nella capitale americana la giornata dell'arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana è iniziata con gli incontri istituzionali previsti. Ieri mattina a Capitol Hill per sondare la disponibilità dei legislatori.

Gli incontri con alcuni parlamentari sono avvenuti nello stretto riserbo sull'agenda della visita e non sono affiorati particolari di sorta. Solo frasi di circostanza. «Lo scopo è dialogare, ascoltare ed essere ascoltato» si è limitato a dire il nunzio apostolico negli Stati Uniti, il neo cardinale francese Christophe Pierre, all'uscita della nunziatura, la sede diplomatica vaticana in cui in questi giorni risiede anche Zuppi. Pierre ha aggiunto che sarebbero andati al Congresso. Poi nel tardo pomeriggio, alle 17 ora locale, c'è stato il colloquio a porte chiuse con il presidente Joe Biden nello Studio Ovale dove hanno avuto modo di confrontarsi a lungo e parlare di quella che Papa Francesco ormai chiama la terza guerra mondiale "a pezzi" per il rischio di un conflitto più allargato e lo spettro del nucleare. Zuppi è entrato nella West Wing poco prima delle 17 ora locale, in un pomeriggio assolato, seguito dalla delegazione. Il colloquio si è concluso poco dopo l'una di notte italiana, le 19 locali.

Ucraina, Zuppi: Il Papa non si rassegna e fa di tutto per la pace

SOFT POWER

Biden, primo presidente cattolico dai tempi di John Fitzgerald Kennedy, ha sempre dimostrato sincero affetto e grande attenzione per la figura del Santo Padre, senza tralasciare il ruolo morale che riveste come leader religioso a livello mondiale. Sa bene che il suo soft power non può essere ignorato, nemmeno in questo frangente in cui l'intento è di riportare a casa i minori deportati dall'esercito di Putin.
«Il cardinale viene qui su richiesta specifica e come inviato del Papa per discutere della guerra in Ucraina, specialmente delle preoccupazioni per la situazione umanitaria», è la linea dell'amministrazione Biden sintetizzata dal portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, John Kirby. La preoccupazione condivisa, secondo le parole del portavoce, resta per la sorte di «migliaia e migliaia di bambini che sono stati spediti essenzialmente in campi di concentramento in Russia». Un dossier spinosissimo sul quale stanno convergendo gli sforzi.
Era stato il presidente Zelensky a chiedere aiuto al Pontefice due mesi fa quando venne in Italia, riferendogli dei quasi 20 mila minori, molti dei quali orfani e della difficoltà oggettiva a sistemarli, una volta rimpatriati, in adeguate strutture poiché i bombardamenti hanno distrutto case famiglie, orfanotrofi e altri edifici di accoglienza. Zuppi a Zelensky, nella prima missione a Kiev, avrebbe dato la disponibilità a facilitare le cose utilizzando fondi e strutture religiose.
Ma sull'effettivo numero dei bambini i russi non hanno la medesima visione. Secondo la commissaria per l'infanzia Maria Lvova-Belova incontrata da Zuppi al Cremlino, sarebbero molti di meno e sarebbero stati trasferiti per essere messi al sicuro. Il Tribunale Penale Internazionale ha spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti con l'accusa di aver dato l'ordine della deportazione.

Il cardinale Zuppi incontra solo un funzionario di medio livello al Cremlino, lavora per rimpatriare i 20 mila bambini ucraini

SPESE MILITARI

Significativo il messaggio che ieri Zuppi, prima di parlare con Biden, ha inviato a Ivrea al funerale di monsignor Luigi Bettazzi, 99 anni. Lo ha sempre ammirato per essersi battuto contro il riarmo, la guerra fredda, il nucleare e le spese belliche eccessive a scapito di progetti sociali, sanitari, scolastici. «Mi dispiace non potere essere presente. Non mi è possibile solo a causa di un impegno per la pace. Sono sicuro che Bettazzi, assetato di pace e giustizia e di convinta non violenza, mi avrebbe raccomandato di fare tutto l'impossibile».

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