Scuola, i presidi: rientro 10 gennaio, ma servono norme chiare sulla dad

Scuola, i presidi: rientro 10 gennaio, ma servono norme chiare sulla dad
4 Minuti di Lettura
Martedì 4 Gennaio 2022, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 20:38

PERUGIA Rientro a scuola degli studenti umbri venerdì 7 gennaio, lunedì 10 o più avanti ancora? Per la serie “in medio stat virtus” l’ipotesi più accreditata è quella indicata dal ministro Bianchi, ovvero lunedì prossimo con lo slittamento di due giorni rispetto alla data fissata dal calendario scolastico. Certo è che qualunque variazione dovrà essere comunicata ufficialmente perché in questi casi le indicazioni non contano: ci vuole un atto formale, come altre regioni hanno già fatto, per cambiare la data stabilità dalla giunta regionale l’ormai lontano 7 luglio, giorno dell’approvazione del calendario scolastico 2021-22. OGGI TAVOLO La decisione sarà presa dopo la prosecuzione del tavolo 112 che, riunitosi lo scorso 30 dicembre, si è dato appuntamento a oggi per avere più elementi utili alla decisione che rimane comunque molto delicata. L’assessore Agabiti ascolterà tutte le parti interessate prima di fare la proposta sulla quale la presidente Tesei avrà l’ultima parola. Sul tavolo innanzi tutto ci saranno i numeri della pandemia che al momento collocano l’Umbria tra le regioni messe meno male. E la permanenza dell’Umbria in zona bianca è uno dei motivi che fa escludere un allungamento delle vacanze a metà mese. Secondo fattore da considerare è il trend vaccinale che per gli studenti sembra in evoluzione. Importante anche la capacità, da parte delle Asl, di mettere in campo un piano di tracciamento efficiente. La Regione in questi giorni ha intensificato la campagna di screening, in accordo con le farmacie, il che dovrebbe evitare di far entrare a scuola ragazzi asintomatici ma positivi, quindi con il rischio di diffondere il virus tra i compagni. Questa attività gratuita e molto raccomandata farebbe propendere per il rientro il 10 con il guadagno di tre giorni sull’attività di prevenzione. Al tavolo ci sono tutti componenti favorevoli alla didattica in presenza ma ciò non toglie che il posticipo del rientro a lunedì non è ritenuto danno grave.

I PRESIDI

«Molti istituti comprensivi secondo l’orario settimanale non fanno lezione il sabato e hanno già deliberato in proprio (stante lo stato di emergenza fino al 31 marzo) di fare il ponte evitando il rientro per un solo giorno», dice Rita Coccia presidente di ANP, l’associazione dei dirigenti scolastici dell’Umbria. «Anche alcuni sindaci hanno preso questa decisione per favorire la campagna di screening attivata ad hoc anche per il personale. Inoltre – aggiunge la Coccia – c’è da considerare che molte famiglie hanno figli di varia età uno dei quali frequenta le inferiori e un altro le superiori che magari venerdì e sabato fanno lezione: per loro vorrebbe dire gestire situazioni complicate. Per questo una decisione unica regionale avrebbe più senso. In ogni caso la decisione va presa su basi sanitarie: tocca ai medici dire che cosa è meglio. L’importante è che qualunque sia venga la decisione ci siano regole chiare. Prima delle vacanze c’è stata un po’ di confusione che poi è stata superata. Ecco, i presidi che per il tracciamento hanno lavorato anche a ridosso di Natale chiedono norme chiare e applicabili».

DAD E QUARANTENA

Oltre la data del rientro, in questi giorni saranno prese decisioni anche sulla gestione dei casi positivi a scuola. E qui le posizioni si differenziamo molto, ognuno ha la propria ricetta e le proprie ragioni. Sul tappeto queste le ipotesi elaborate dalle regioni. Un caso positivo: nelle scuole dell’infanzia, scatterebbe ancora la quarantena per tutti. Non così invece alle elementari, dove i governatori delle Regioni chiedono di prevedere per tutti gli alunni dieci giorni di autosorveglianza. Due casi positivi: alle elementari e in prima media l’idea è un periodo di autosorveglianza di cinque giorni, con tampone a dieci giorni, per gli immunizzati o i guariti dal Covid-19 da non più di tre mesi. I non vaccinati entrerebbero invece in quarantena per dieci giorni, con conseguente attività didattica a distanza. Tre casi positivi: sarebbero le Asl competenti per territorio a valutare i provvedimenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA