«Senza vaccini quest'estate vince la Delta»
Parte la campagna anti-virus per i più giovani

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Fabio Nucci
Al centro. Daniela Francisci

PERUGIA Da una parte i messaggi contrastanti, dall’altra i dubbi delle persone, riluttanti ad aderire alla campagna vaccinale. Sullo sfondo un virus che continua a circolare e che, attraverso la variante Delta, rischia di diventare prevalente nel giro di poche settimane anche in Umbria con tutte le conseguenze che si possono immaginare. L’infettivologa Daniela Francisci, direttrice di Malattie infettive al Santa Maria della Misericordia di Perugia, parte da tali considerazioni per analizzare l’attuale fase epidemica, ricordando che solo il vaccino protegge dalle forme gravi di Covid. Ma per salvare l’estate, occorre rispettare le regole, pensando magari al Green pass come strumento motivazionale.
Professoressa Francisci, la curva sta risalendo, quali effetti sono previsti sugli ospedali?
«Si, la curva dei contagi sta risalendo, verosimilmente per effetto della variante Delta. Per adesso la pressione sugli ospedali si mantiene bassa anche se, il numero dei ricoverati nei reparti Covid è lievemente incrementato negli ultimi giorni».
Come cambia la sintomatologia tra un vaccinato e un non vaccinato?
«L’80% dei soggetti ricoverati attualmente nei reparti Covid e l’84% di quelli nelle terapie intensive sono soggetti non vaccinati. I vaccini ci proteggono dalle forme gravi di Covid, quindi la copertura vaccinale sta limitando i danni in questa fase di ripresa della circolazione del Sars-CoV-2».
In molti tra gli under 60 non stanno aderendo alla profilassi anti Covid, cosa si può dire per convincere queste persone?
«Ci sono circa 2,4 milioni di ultra sessantenni non vaccinati e purtroppo anche molti tra gli under 60 sono dubbiosi. È necessaria una grande ma capillare campagna di informazione a tutti i livelli possibili per far comprendere alle persone ancora indecise che la situazione epidemica attuale non è promettente, dato che la variante Delta è 60 volte più contagiosa della variante Alfa che a sua volta era 40 volte più contagiosa del ceppo europeo. La variante Delta diventerà dominante nelle prossime settimane e la vaccinazione, come già detto, riduce di molto il rischio di ammalarsi in maniera severa perché abbassa la carica virale, riduce la contagiosità del soggetto e quindi la circolazione del virus».
Quale la situazione rispetto alla variante Delta? Ci sono state ospedalizzazioni anche a Perugia legate a tale variante?
«La variante Delta è data in Umbria al 30% ma è destinata, data la sua maggiore trasmissibilità, a diventare dominante nelle prossime settimane come è già successo in altri Paesi europei. Gli attuali ricoverati COVID in Umbria sono 9 e non so dirle se il loro virus è stato sequenziato».
Cosa fare ora per limitare il contagio e salvare l'estate?
«Oltre a spingere al massimo le vaccinazioni, occorre mantenere un atteggiamento consapevole soprattutto evitando occasioni di assembramento in particolare in ambienti chiusi e poco ventilati. Continuare ad indossare la mascherina quando richiesto e ad igienizzare le mani frequentemente. Il tanto dibattuto Green Pass può essere utile in termini motivazionali per spingere a vaccinare chi, pur potendo, non lo ha ancora fatto».
Quali conclusioni si sente di tirare in questo momento?
«La conclusione è che bisogna procedere speditamente con le vaccinazioni includendo anche i giovani che, seppure si ammalano raramente, possono essere determinanti nella diffusione del contagio dal momento che si muovono di più, hanno più occasioni di socializzazione e di aggregazione. È importante conquistare la fiducia delle persone che sono confuse da messaggi contrastanti e convincere gli indecisi. Più gente si vaccinerà meno libertà avrà il virus di circolare, di replicare e di sviluppare nuove e più temibili varianti. Non si può essere egoisti in questa situazione, ora più che mai bisogna pensare al bene comune!».

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