I fratelli della solidarietà: così Massimiliano e Beatrice aiutano l’Ucraina da Foligno e dalla Polonia

I fratelli Massimiliano e Beatrice Raponi
I fratelli Massimiliano e Beatrice Raponi
di Giovanni Camirri
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Lunedì 7 Marzo 2022, 05:50

FOLIGNO - C’è già chi li chiama “i fratelli della solidarietà”. Perchè Massimiliano e Beatrice Raponi sono fratello e sorella e la solidarietà la fannod a sempre ed ora, con l’emergenza in Ucraina, non si sono tirati indietro. Lei, infermiera del 118, s’è mossa da Foligno e lui business Development Manager con un forte background ICT, nel Digital Export Manager e nei processi di internazionalizzazione per le Pmi dalla Polonia dove vive e lavora tra Varsavia e Bialystok (città di confine con la Bielorussia, 60km e 350 km con il confine ucraino). Massimiliano, che ha sempre viaggiato per aprire nuovi mercati, Grecia, Tunisia, Egitto, Germania, Scandinavia, Stati Uniti, Inghilterra, Canada e area Baltica e adesso in Polonia dove si trova, insieme alla famiglia, da 3 anni ed è partito come consulente per i progetti di internazionalizzazione delle imprese Umbre, grazie alla collaborazione con Confartigianto Foligno, Confartigianato Terni, Sviluppumbria alla Regione Umbria, sono il Presidente Delegato per la Polonia della Nobile Accademia Leonina , una istituzione della Città del Vaticano, apolitica, culturale, di pace e amicizia tra i popoli a carattere internazionale solo per citare alcuni dei molteplici capitoli che compongono il suo curriculum. “Tanta gente comune – dice Massimiliano Raponi - , volontari ma anche aziende e associazioni, tentano di dare il loro contributo ai profughi ucraini. Alcuni portano cibo, vestiti invernali, medicine, noi come Intratel (Polonia) e Onestep Cloud (USA – California) abbiamo deciso di inviare una grande fornitura di Power bank e torce elettriche per sostenere i profughi nel confine polacco. Come presidente della Nobile Accademia Leonina della delegazione polacca, a breve inaugureremo tantissime iniziative qui in Polonia. Il mio progetto imminente è quello di creare un concerto annuale per la Pace nella città città di Sokolka, dove stiamo attivamente lavorando per aiutare i più bisognosi”. E c’è molto, molto altro ancora e man mano verrà svelato per far comprendere il sostegno del popolo polacco, con cui sta collaborando fattivamente il folignate Massimiliano Raponi, sta mettendo a frutto per dare ausilio agli ucraini. A Foligno, invece, Beatrice Raponi s’è attivata lanciando un appello per raccogliere generi di prima necessità vestiario e ogni bene possibile da mettere a disposizione della popolazione ucraina. “Mi sono attivata subito – dice Beatrice Raponi a Il Messaggero – e non mi aspettavo una risposta così vasta. In poco tempo siamo riusciti a riempire di prodotti, tra cibo a lunga conservazione e vestiario, due macchine. Contestualmente ho preso contatti con con Taras, parroco della parrocchia Greco-Cattolica di Foligno che negli spazi della chiesa del Suffragio ha attivato il centro di raccolta dove tutti portano ciò che possono. Non fare nulla sarebbe stato impossibile e la risposta dei folignati è stata importante. Con il terremoto del 1997 abbiamo ricevuto tantissimi aiuti ed ora sta a noi fare la nostra parte per dare sostegno e, per quanto possibile, sollievo a chi sta vivendo questi giorni terribili – conclude - ed ha bisogno di tutto”. Ed anche questa volta vale ricordare le parole di san Francesco: “Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

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