Allarme calabroni, tante chiamate ai vigili del fuoco. L'esperto: «Il vero pericolo sono zanzare e zecche che veicolano malattie»

Un nido di calabroni
Un nido di calabroni
di Giovanni Camirri
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Sabato 2 Settembre 2023, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 15:24

FOLIGNO - Calabroni, vespe, ma soprattutto zanzare e zecche. Tutti hanno paura dei primi due, ma non tutti considerano i rischi, anche molto seri, che possono derivare dalla puntura di una zanzara o dal “morso” di una zecca. Crescono le loro presenze, anche in questa fase dell’anno, e aumentano i rischi potenziali che possono derivare dal contratto tra loro e l’uomo. Soprattutto per quanto riguarda zanzare e zecche che possono divenire veicolo di trasmissione di malattie, anche “portate” dall’estero da persone che diventano “magazzini” come nel caso della West Nile o della Dengue. Il tutto in un momento in cui i cambiamenti climatici ci mettono la loro. A favorire un approfondimento sulle diverse tematiche legate all’argomento ci pensano Alfiero Pepponi, presidente di Lipu (Lega Italiana Protezione Ucccelli) Umbria e il dottor Luca Castiglione, dell’Asl 2, direttore unità operativa complessa Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche area sud Terni, Narni, Amelia, Orvieto. “Il caldo – dice il presidente Pepponi - non è l’unico grande alleato per favorire la presenza degli insetti; infatti la proliferazione di zanzare, cavallette, coleotteri, pappataci e cimici è si una conseguenza di caldo estremo, ma anche dell’alta umidità, del surriscaldamento globale e dell’alternanza tra periodi di grande siccità e di piogge intense, se poi a questo combiniamo la perdita di biodiversità che altera gli equilibri e riduce i predatori naturali, l’arrivo di specie aliene dall’estero e il crescente tasso di urbanizzazione, l’invasione di insetti – conclude - è assicurata”.  Questione più complessa è quella approfondita dal dottor Castiglione. Il tema è quello dei rischi potenziali che potrebbero derivare dalla puntura di insetto ed in particolare da quelle di zanzare e zecche. Bisogna partite da un punto: il pericolo calabroni o vespe, essendo peraltro presenze autoctone, è palese a tutti. Ciò su cui, invece, va fatta attenzione è quella parte legata al ciò che non si vede in quanto non lo si considera nella sua pienezza. La questione interessa tecnicamente i cosiddetti “arbovirus” (dall’inglese arthropod-borne viruses) e cioè sono un vasto gruppo virus appartenenti a famiglie diverse, che possono accrescersi sia negli artropodi che nei vertebrati.

E tra i “vettori” c’è anche la zanzara, compresa quella “tigre”, e la zecca che può causare una severa encefalite. Per contrastare questa diffusione, che può passare da chi rientra in Italia dopo un viaggio all’esterno in particolari Paesi e, punto in loro, riporta a casa l’arbovirus divenendo “magazzino”. Se punto a sua volta, ad esempio da una zanzara, questa diventa il vettore per la diffusione.  Per contrastare questo tipo di rischi è necessario effettuare campagne mirate di disinfestazione e manutenzione dei “punti umidi” che possono prendere le mosse anche da buone pratiche. Oltre al classico evitare di lasciare acqua stagnante nei sottovasi, vanno fatti interventi mirati rispetto alle larve delle zanzare e laddove necessario anche azioni cosiddette “adulticide”. Contestualmente si deve intervenire anche con campagne di derattizzazione perché anche i topi possono diventare veicoli di diffusione. Azioni che, soprattutto per la parte relativa alle zanzare, devono vedere le amministrazioni comunali sempre più in prima linea in particolare per quelle realtà dove le amministrazioni hanno meno mezzi e per questo potrebbero ragionare su forme di “consorzio” così da avere una sorta di pronto intervento. Un’azione, questa, efficace quanto più rapidamente viene posta in essere così da arginare l’esistente fino ad arrivare all’atteso contenimento e quindi alla soluzione della problematica. Insomma temi questi che vanno a riguardare pienamente la salute pubblica e i comportamenti da tenere affinché un problema possa esser affrontato per tempo, secondo specifici protocolli favorendo così il raggiungimento di una soluzione. In questo sono importantissime anche le segnalazioni agli organi competenti ciascuno dei quali andrà poi ad intervenire per la propria specificità componendo così un’azione corale a tutela della collettività.

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