Bridgerton, rivive la Londra dorata dell’era Regency: i luoghi delle cronache mondane di Lady Whistledown

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Sabrina Quartieri
Bridgerton, le sorelle Featherington davanti alla Regina Carlotta (foto Netflix)

La sontuosa Sala del Trono dove siede la Regina, che appare ora con parrucche di boccoli incipriate, ora con i suoi inseparabili Chihuaua a pelo lungo. Ma anche le eleganti stanze delle residenze nobiliari con cembali e camini e le sale da ballo splendidamente decorate per le attesissime “soirée” a suon di danze come l’Anglaise e la Quadriglia. Tutto questo è la Londra dorata dell’era Regency, periodo in cui è ambientata “Bridgerton”, la serie Netflix prima della Top 10 in Italia. Tratta dal romanzo “The Duke and I” (“Il duca e io”) della scrittrice americana Julia Quinn, libro che Mondadori ha appena ripubblicato in una nuova veste grafica nella collana Oscar Bestseller, la seguitissima saga romantica della piattaforma streaming è la prima prodotta da Shondaland (della sceneggiatrice Shonda Rhimes, madre di “Grey’s Anatomy”) ed è stata creata da Chris Van Dusen. 

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Nelle otto puntate di “Bridgerton si gioca, come in un puzzle, con i meccanismi dell’alta società inglese tra intrighi e pettegolezzi che si avvicendano nell’esclusiva Mayfair – la zona di Londra abitata dagli aristocratici dell’epoca – durante gli ambitissimi balli delle debuttanti, le giovani in età da marito a caccia di scapoli benestanti e di alto rango. Ma quali sono i luoghi reali che hanno fatto da set per le riprese della serie scandita dalle implacabili cronache mondane raccontate dalla misteriosa Lady Whistledown (doppiata in originale da Julie Andrews) nei suoi scandalistici “Society Papers”? Di tutta l’Inghilterra, la produzione di “Bridgerton” è a Bath che si è intrattenuta di più. Del resto, in questo gioiello del Somerset con vocazione termale, l’architettura georgiana è ancora oggi testimone proprio del vivace periodo Regency - tra il 1811 e il 1820 - che fa da sfondo alla narrazione (si tratta degli anni della Reggenza del Principe Giorgio, segnati dalla sconfitta di Napoleone in Europa, da un clima culturale fervido e dagli smodati eccessi dell’aristocrazia).

A Bath, a essere riadattato per diventare Grosvenor Square, cuore di Mayfair, è il settecentesco Royal Crescent, l’imponente complesso residenziale a forma di mezzaluna progettato da John Wood Il Giovane. Se il civico 1 – che oggi ospita un museo – è  l’esterno dell’elegante Featherington House, la casa dove Penelope (Nicola Coughlan), personaggio chiave della saga, vive con la famiglia, il numero 10 fa da ingresso all’appartamento di Siena (Sabrina Bartlett), nella serie l’ammaliante soprano che si esibisce calcando il palco della Concert Hall (che è il Theatre Royal di Brighton). È sempre Bath a restituire le atmosfere della Regency London in “Bridgerton”, quando si vedono strade e piazze occupate da eleganti carrozze e animate da dame dalla grazia civettuola a passeggio e da lord dall’aria riservata in sella ai loro cavalli. In questo caso, a essere usate dalla troupe sono Beauford Square e le vie acciottolate di Bath Street e di Trim Street, dove si trova il “Gunters Tea shop”, che appare nella scena del gelato.

Infine, nella zona di Abbey Green, che ospita un antico platano che sembra un gigante, è Pickled Greens a fare da set per lo shop di Bond Street, il tempio delle divine creazioni in seta e organza di Madame Delacroix (Kathryn Drysdale), la “modiste” dall’intrigante accento francese. Per casa Bridgerton si lascia Bath. Si tratta della sontuosa dimora di Daphne (Phoebe Dynevor), la protagonista della serie, che nella prima puntata si presenta alla Regina Carlotta (interpretata dall’attrice Golda Rosheuvel) con una “mise” impeccabile, per conquistare il suo benestare al debutto nel competitivo mercato matrimoniale, dove spera di seguire le orme dei suoi genitori e trovare il vero amore. Il grande cancello adornato con rose e la facciata dell’ingresso grondante di glicini appartengono a Ranger’s House, una villa nobiliare del 1723, che si trova nel distretto londinese di Greenwich, ai margini del parco. Gli interni di casa Bridgerton, invece, come il salone attiguo al vestibolo, la sala fumatori, il corridoio e la scalinata, sono alcuni degli ambienti di Halton House nel Buckinghamshire. Una tenuta di campagna, di proprietà dell’Aeronautica e destinata alla Royal Air Force, che non è nuova come set, con le riprese già effettuate per “Downtown Abbey”, “The Crown” e il film musical “Evita”. 

Ma cosa dire delle dimore di Simon Basset (Regé-Jean Page), l’inafferrabile Duca di Hastings che strega con il suo charme debuttanti e seguaci della serie? Per la sua residenza londinese è stato utilizzato un mosaico di locations: l’esterno di Hastings House è quello di Wilton House, nei pressi di Salisbury, sede, per oltre 400 anni, dei Conti di Pembroke (già apparsa in “The Crown”, “The Young Victoria”, “Emma” e “Orgoglio e Pregiudizio”). Gli interni, invece, sono stati girati a Badminton House nel Gloucestershire e in due indirizzi londinesi: 16 Queen Anne’s Gate e Syon House. Passando alla grande tenuta di Clyvedon, la dimora dei Duchi di Hastings protagonista nella seconda parte di “Bridgerton”, è Castle Howard il luogo scelto dalla produzione per rappresentarla. E come darle torto? La residenza, già solo a osservarla dall’alto, regala un colpo d’occhio da togliere il fiato. Il maniero si trova vicino York, nel nord dell’Inghilterra e, nel suo parco, ospita quel Tempio dei Quattro Venti che ritroviamo in una delle scene più memorabili di tutte le puntate. Neppure questa straordinaria location è nuova nel ruolo di set: è qui che, già negli anni ’70, è arrivata la troupe cinematografica del film “Barry Lindon” di Stanley Kubrick.

Costruito alla fine del XVII secolo, Castle Howard presta alla saga romantica di Netflix anche i suoi sconfinati spazi verdi. In particolare, per il secondo appuntamento mondano delle debuttanti, il ballo “en plein air” ospitato negli incantati Giardini di Vauxhall, illuminati a festa da una fitta trama di filari di luci. In passato, a Londra, questo luogo è esistito davvero come punto di riferimento degli incontri dell’alta società (“Bridgerton”, per ricrearlo, si è avvalsa anche dei terreni di Stowe Park nel Buckinghamshire). Ma sono tanti i balli che si susseguono nella serie. Se ne contano otto in altrettante puntate. Tra petali di rose, chandeliers in cristallo, statue neoclassiche e traboccanti coppe di vino, le sale che li ospitano sono quelle di Leigh Court a Bristol, ma anche di Bath Assembly Rooms (qui si gira la “soirée” organizzata in casa da Lady Danbury, l’attrice Adjoa Andoh) e di Bath Guildhall nella cittadina termale del Somerset. Sempre a Bath si trova l’edificio che presta la facciata alla dimora di Lady Danbury, l’Holburne Museum of Art, ma aiutano a ricrearne i dettagli Great Pulteney e Bath Street, oltre a Wilton House, vicino Salisbury. 

Per i “ciak si gira” con la Regina Carlotta seduta sul trono nella sua residenza reale ora con aria annoiata, ora con sguardo accigliato, mentre indugia nella lettura dell’ennesima pagina scandalistica firmata Lady Whistledown, si torna a Wilton House, usata pure per le riprese nelle stanze private di Sua Maestà Re Giorgio III. La tenuta, che ha aperto le porte anche per la quarta stagione di “The Crown”, con la scena di Lady Diana che esercita i passi di danza, in “Bridgerton” mostra il suo spazio esterno con il dorato ponte palladiano. Se per altri interni del palazzo della “Royal Family”, come il salotto della Sovrana, si usano Syon House e Lancaster House a Londra, per i giardini si raggiungono Somerley House nell’Hampshire e Badminton House nel Gloucestershire. Altro vezzo caro all’alta società della Regency London, per un appuntamento galante alla luce del giorno, sono le “promenade” (le passeggiate), che di certo non mancano nella saga. A far loro da sfondo sono i grandi parchi londinesi frequentati dalle famiglie aristocratiche anche per i picnic vista lago: nella serie, se per Kensington Gardens si riadatta Sunbury Park & Walled Garden, per Botanical Gardens si gira nell’ottocentesco Painshill Park a Cobham, nel Surrey.

Si va in Kent a Chatham Dockyard, invece, per le riprese della “Tipografia W. Davis e Figli”, dove Lady Whistledown ogni notte si reca in carrozza per consegnare le sue caustiche missive ricche di scandali e di ben poche delizie. Resta questo il set delle scene nella grande sala dell’incontro di pugilato disputato dal migliore amico di Simon, Will Mondrich (interpretato da Martins Imhangbe). Ancora: per ricreare l’esclusivo “White’s Gentleman’s Club”, frequentato dal Duca di Hastings e dal Visconte Anthony Bridgerton (Jonathan Bailey), il fratello maggiore di Daphne, si opta per Hatfield House e North Mymms Park nella contea di Hertfordshire, come anche per The Reform Club, al civico 104 di Pall Mall a Londra. Infine, ecco una curiosità sull’amatissimo Duca di Hastings: in Gran Bretagna la casata nobiliare con questo cognome è esistita realmente dal lontano XIII secolo e fino al 1960, ma si è trattato dei Baroni di Hastings. Il loro erede sarà bello e affascinante come Simon? La risposta è rimandata a quando si tornerà a viaggiare e a volare in Inghilterra. Per scoprirlo, si potrà provare a fare una passeggiata ad Abbey Green a Bath e sperare di vederlo apparire in sella al suo cavallo dal manto nero. Attenzione, però! Sarà fondamentale scegliere bene la “mise” da indossare, con tanto di ombrellino e piume, per non passare inosservate. Ma soprattutto, ricordarsi di mantenere il contegno che ci si aspetta da una rispettabile giovane in età da marito. Lady Whistledown, con la sua sferzante penna, è sempre in agguato. 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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