WhatsApp applica per la prima volta il blocco anti fake news: stop a due milioni di account in India

WhatsApp mette a punto il suo sistema di difesa anti fake news, bloccati due milioni di account in India
WhatsApp mette a punto il suo sistema di difesa anti fake news, bloccati due milioni di account in India
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Lunedì 19 Luglio 2021, 16:22

In India sono state applicate per la prima volta su WhatsApp le nuove regole sullo spam e anti fake news. L'operazione voluta dai gestori della piattaforma di messaggitistica istantanea, la più usata al mondo, ha bloccato 2 milioni di utenti nel Paese dell'etremo oriente per aver diffuso messaggi spam e bufale.

Con una regola molto poco conosciuta ancora, ma annunciata nell'aprile 2020, WhatApp aveva limitato la condivisione di un identico messaggio a più persone, tramite la funzione di inoltro. Ma ciò nonostante, diversi milioni di utenti in India hanno continuato a utilizzare account secondari per aumentare la 'viralità' dei messaggi. Il limite era stato pensato per combattere lo spam e la diffusione di voci, foto e bufale nel Paese. Un grosso problema per una nazione dove molte persone si affidano all'app di chat per tenersi informati su fatti di cronaca, incluso l'andamento del Covid-19.

Al centro dell'azione del colosso americano gli account che hanno inviato notizie non verificate, bufaele, foto e video con un «tasso di messaggi elevato e anormale», spiegano da WatsApp. A riportare la notizia è il sito locale Express. Oltre il 95% dei divieti è dipeso «dall'uso non autorizzato di messaggi automatici o di massa». L'India è il più grande mercato per WhatsApp, con oltre 400 milioni di iscritti. Stando a quando ha sottolineato il client di proprietà Facebook, per individuare gli account spam è entrato in gioco l'algoritmo di intelligenza artificiale, in grado di analizzare il comportamento degli utenti senza leggere il contenuto delle conversazioni, sempre protette dalla crittografia end-to-end. Ogni mese, WhatsApp riconosce e blocca una media di otto milioni di account fake, in tutto il mondo, parte degli oltre 2 miliardi attualmente attivi.

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