Intelligenza artificiale, rischi ed opportunità nella rivoluzione industriale del terzo millennio

«Bisogna distinguere le lecite preoccupazioni dai pregiudizi. Quando parliamo di IA dovremmo smettere di ragionare con i metodi del passato e guardare al futuro»

L'intelligenza artificiale
L'intelligenza artificiale
di Clara Lacorte
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Martedì 28 Novembre 2023, 13:34 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 19:11

L'intelligenza artificiale sta raggiungendo i suoi livelli più alti e, soprattutto, sta rivoluzionando diversi settori. In particolare, le potenzialità dell'IA si stanno rivelando utili nel campo della medicina permettendo di migliorare le cure sanitarie svolgendole in maniera del tutto virtuale. E non è solo la medicina a risentire dei benefici di questa nuova tecnologia, bensì anche campi come la finanza, il marketing e la sicurezza nel web. E' innegabile, dunque, che l'IA rappresenti un punto di svolta fondamentale nella vita dell'uomo destinato certamente a crescere e migliorare ancora, permettendoci di usufruire di tale tecnologia in ogni ambito di vita quotidiana. Come spesso accade però, gli aspetti positivi e gli entusiasmi camminano di pari passo con le polemiche e i dubbi, specialmente quando di parla di nuove tecnologie.

Il sospetto e la paura che la tecnologia basata su intelligenza artificiale possa avere in sè più punti deboli che benefici è un pensiero che accomuna molti. Prima però di comprendere le potenzialità e le debolezze dell'IA è necessario spiegare il fenomeno e darne una definizione. «L'intelligenza artificiale è un settore dell'informatica che mira allo sviluppo di algoritmi, quindi su base algoritmica, che cerca di emulare le capacità cognitive umane. Può riguardare il riconoscimento di modelli, il linguaggio naturale e la risoluzione di problemi» spiega l'esperto in IA e Metaverso Matteo Massaroli e, ancora, aggiunge «L'obiettivo dell'intelligenza artificiale è quello di eseguire compiti che richiedono normalmente l'intelligenza umana. Da qui nasce il machine learning, ovvero la capacità da parte della macchina di imparare esattamente come farebbe una persona». Viene naturale quindi pensare che l'intelligenza artificiale in realtà sia già da diverso tempo parte delle nostre vite e che, probabilmente, senza rendercene conto si sia già palesata.

Ciò che probabilmente inquieta molti di noi è la velocità con cui l'IA sta rivoluzionando le nuove tecnologie portando a cambiamenti senza precedenti nella storia dell'uomo.

Già nel 1771 con l'inizio della prima rivoluzione industriale (data scelta per l'apertura dello stabilimento di Arkwright Cromford in Inghilterra) e l'introduzione delle prime macchine da lavoro, come ad esempio la locomotiva a vapore, ci si è posti il problema della sostituizione della manodopera umana con quella che potremmo definire «artificiale». Al tempo, infatti, la paura era rappresentata dalla possibilità di soppiantare le capacità dell'uomo (non sempre precise e spesso vittime della stanchezza e della distrazione) con macchinari meticolosi, infallibili e sempre perfettamente in linea poi con le tempistiche di produzione. Ci si rese infatti conto che con le macchine la produzione sarebbe potuta aumentare a dismisura, dando vita a quella che venne definita la «produzione in serie». Si trattò, per l'epoca, di un balzo in avanti davvero importante ma che non rimanse scevro da polemiche e perplessità circa il futuro dell'uomo nell'ambito lavorativo non solo industriale, ma anche di altri settori. Come ad oggi è possibile notare, nonostante gli aspetti negativi, l'uomo è riuscito perfettamente a domare le difficoltà portate dalla prima rivoluzione industriale riuscendo a convivere con il cambiamento e la novità. La terza rivoluzione industriale, secondo molti studiosi, è oggi con l'intelligenza artificiale. Stiamo assistendo, ancora una volta, come nel 1771 ed il 1870 (anno della seconda rivoluzione industriale) ad un cambiamento senza eguali per il nostro tempo. Un progresso che ci poterà a scontrarci con le potenzialità dell'IA e con le nuove sfide tecnologiche.

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Dunque è doveroso, al contempo, porsi una lecita domanda: l'intelligenza artificiale è un'opportunità o una minaccia?

Fin dall'allba dei tempi le novità, qualsiasi esse fossero, hanno sempre suscitato polemica, dibattito e discussione per il semplice fatto di essere appunto novità. E' successo con l'arrivo del primo personal computer, con la diffusione e l'utilizzo dei telefoni cellulari e, in tempi più recenti, con i social media. L'intelligenza artificiale rappresenta certo un'opportunità ma non si possono non considerare i rischi che derivano da l'utilizzo della stessa in maniera impropria. Le truffe legate all'IA ed alla cyber security sono all'ordine del giorno. Viene spesso, grazie agli strumenti avanzati di cui si dispone, camuffata la voce di persone, a volte anche celebrità, per tendere trappole ad altri utenti. Sono state diverse le star che si sono schierate contro l'intelligenza artificiale denunciando alcune app per aver utilizzato i loro volti senza il consenso. Tom Hank e Scarlett Johansson, per citarne due, hanno intrapreso un'azione legale nei confronti di due aziende le quali si sono servite della loro immagine per promuovere spot online. Ma se alcune celebrity hanno scelto di prendere le distanze dall'IA, altre hanno decisamente agito in maniera diametralmente opposta. E' il caso di Kendall Jenner, Snoop Dogg, Tom Brandy e molti altre star che hanno deciso di vendere la propria immagine all'intelligenza artificiale. Per gli appassionati della serie Black Mirror non sarà difficile ricordare la prima puntata della stagione 6 in cui ci viene mostrato utilizzo di IA ed altre tecnologie, senza tutela e senza privacy. Cosa che, in parte, sta già accadendo nella nostra realtà.

«I rischi, quando parliamo di intelligenza artificiale, sono diversi soprattutto se giochiamo sul fatto che sia una novità sulla quale la gente non è informata. Ci sono forti preoccupazioni soprattutto per quanto riguarda il lato privacy. Lo sviluppo dell'IA tiene ritmi così sostenuti che le normative non stanno al passo. Un esempio è quello dei sistemi che riconoscono i testi generati da intelligenza artificiale. Se andiamo a verificare i testi prodotti dal famoso chat gpt spesso questi non vengono riconosciuti com prodotti da intelligenza artificiale» spiega Matteo Massaroli. «A mio avviso è importante distinguere preoccupazioni da pregiudizi. Ovviamente come in tutte le fasi ed i cambiamenti ci sono paure ma sono tanti anche i benefici. Parlando solo del settore medico potremmo salvare tantissime vite grazie alle potenzialità dell'IA. Dovremmo smettere di ragionare con i metodi del passato e guardare al futuro. Ovviamente, nei prossimi dieci o venti anni, diverse posizioni lavorative potranno sparire ma ne nasceranno tante altre» continua Matteo Massaroli.

Cosa è necessario fare, quindi, per possedere l'intelligenza artificiale in maniera consapevole? Sicuramente l'IA andrà a mutare il nostro mondo in maniera sempre più incisiva e, probabilmente, alcuni mestieri verranno sostituiti con il tempo dall'intelligenza artificiale. Ma la vera chiave di svolta, probabilmente, potrebbe risiedere non solo nel semplice accettare la presenza dell'intelligenza artificiale nelle nostre vita, ma soprattutto cercare ancora una volta la via più giusta per dominare questa nuova tecnologia ed essere noi stessi a decidere fino a che punto può davvero spingersi.

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