Settimana europea della mobilità. Dalla Ue regole comuni contro la CO2. E le città aprono le vie alle due ruote

Settimana europea della mobilità. Dalla Ue regole comuni contro la CO2. E le città aprono le vie alle due ruote
di Gabriele Rosana
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Settembre 2022, 17:02 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:32

In bici, sul monopattino o a piedi.

«L’uso di mezzi di trasporto sostenibili ci aiuta a ridurre le nostre emissioni di CO2, a migliorare la qualità dell’aria e a rendere le nostre aree urbane dei posti più piacevoli dove vivere e lavorare». È il manifesto scelto dalla Commissione Ue per la Settimana europea della mobilità, l’iniziativa che, come ogni anno, dal 16 al 22 settembre, ha messo al centro la promozione di una mobilità integrata, smart, pulita e inclusiva attraverso eventi in oltre 3mila città in più di 40 Paesi nell’Ue e oltre i suoi confini. Aspettando l’intervento normativo dell’Unione europea per definire regole comuni per tutti gli Stati membri in materia di mobilità condivisa in sella a e-bike e monopattini elettrici – il lavoro tecnico è ai nastri di partenza –, spazio intanto alle storie di successo, ai progetti pilota delle realtà locali che stanno riorganizzando la vita quotidiana e gli spostamenti in città in ottica sostenibile, senza imbottigliamenti nel traffico e in linea con gli obiettivi del Green Deal Ue che punta a raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

LE BUONE PRATICHE

Il settore dei trasporti è, insieme all’agricoltura, tra i più inquinanti nell’Ue, e la sua decarbonizzazione attraverso misure concrete per limitare l’uso delle auto private è alla base dello scambio di buone pratiche fra le amministrazioni locali. Bruxelles, ad esempio (e per una volta parliamo della capitale belga e non della sede delle istituzioni Ue), sta valutando di inserire in calendario, a partire dal 2023, una domenica senza auto ogni mese, sull’esempio del car-free Sunday che rientra abitualmente tra le iniziative della Settimana europea della mobilità. Intanto, le infrastrutture cambiano e si adattano alla nuova normalità a varie velocità nei vari angoli d’Europa: i marciapiedi si allargano, le corsie si restringono, le piste ciclabili si espandono. Come a Parigi: la Ville Lumière si è rifatta il look, trasformandosi in testimonial della Ville du quart’heure, il modello della città dei 15 minuti che riorganizza la pianta urbana secondo i principi della prossimità. In alcuni centri dei Paesi Bassi come Rotterdam, Eindhoven e L’Aia, invece, l’incentivazione all’uso delle due ruote passa da una graduale (ma costante) opera di smantellamento dei parcheggi per le macchine, che vengono trasformati in “fietsvlonder”, piattaforme all’aperto con degli stalli a cui legare le biciclette: dove prima entrava una singola vettura, spesso adesso vanno anche dieci bici. L’innovazione arriva inizialmente come un’installazione temporanea, per valutare se ci sono effettivamente domanda e voglia di cambiare le proprie abitudini, prima che sia il vicinato a validarla. Vicinato che finisce puntualmente per chiedere sempre più “fietsvlonder” per strada.

LA NORMATIVA

Intanto, nonostante le resistenze di alcuni governi, la Commissione sta valutando la possibilità di disciplinare la smart mobility e, in particolare, di adottare una legislazione unica Ue sui veicoli elettrici leggeri come bici e monopattini in condivisione: regole minime uguali per tutti, dalle dimensioni delle ruote al funzionamento di luci e freni, per evitare la frammentazione derivante da normative differenti. La prima consultazione con gli interlocutori dell’industria e i rappresentanti di consumatori e Stati membri si è tenuta a metà settembre. «La micromobilità può svolgere un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obblighi assunti dall’Ue con la firma dell’Accordo di Parigi sul clima, e in particolare per tagliare le emissioni di CO2 nei trasporti, il 21% del totale – spiega Valerio Giovannini, responsabile Affari Ue di Tier e co-presidente dell’alleanza “Micro-Mobility for Europe” –, oltre a offrire un’alternativa accessibile agli utenti grazie a prezzi contenuti e alla capillare diffusione dei veicoli su tutto il territorio».

IL MIX

 Riuscire a “saltare” agilmente da un mezzo all’altro è alla base della filosofia della mobilità integrata, che fa leva sulla combinazione di vari servizi di trasporto pubblico e pure privato, spesso attraverso un’unica app. E rientra tra le strategie per contrastare l’inflazione record a causa dei prezzi dei carburanti, come ha dimostrato la Germania, che durante l’estate ha sperimentato un biglietto unico mensile a nove euro per tutti i trasporti pubblici regionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA