Transizione verde a tutta tecnologia, il contributo di Almaviva per crisi energetica e siccità

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di Paolo Travisi
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 16:53 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:33

La transizione ecologica, non è più solo una necessità impellente per mitigare l’impatto sul cambiamento climatico.

Con l’impennata fuori controllo dei prezzi di acquisto di gas ed energia elettrica, ma anche la scarsità di acqua, legata a siccità e lacune infrastrutturali, è un’emergenza economica. Non è casuale, infatti, che il Governo abbia destinato dei 191,5 miliardi di euro stanziati per il PNRR, ben 59,46 miliardi alla “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”. Per rendere possibile questa trasformazione, che coinvolge pubblico e privato, è fondamentale il ricorso alla tecnologia ed alle sue potenzialità. Tra i principali attori della trasformazione ecologica, c’è un gruppo tutto italiano di innovazione digitale, Almaviva, guidato dall’ad Marco Tripi, presente in tutto il mondo con 25 società, 70 sedi e 45 mila professionisti. Obiettivo dell’azienda nella trasformazione digitale è quello di offrire un contributo importante alla realizzazione dello sviluppo sostenibile, svolgendo il ruolo di abilitatore all’implementazione di soluzioni e progetti. «La forza dell’innovazione non passa attraverso una singola tecnologia ma attraverso la capacità di far interagire le tecnologie, di rendere i diversi sistemi interoperabili fino a creare un nuovo modello architetturale e un ecosistema che veda la collaborazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti in un settore, ad esempio nell’ambito ambientale o della salute», spiega Antonio Amati, direttore generale IT di Almaviva, convinto che il Pnrr sia «un’occasione storica per l’accelerazione digitale, l’efficienza dei servizi e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione». Il gruppo Almaviva ha già avviato diversi progetti in ambito cloud, cybersecurity, sostenibilità ambientale – emergenza idrica, rischi di incendi – healthcare digitale, sicurezza nazionale. «Interpretiamo l’attuazione del Pnrr come il passaggio chiave per una crescita strutturale, basata su competenze, innovazione e visione di lungo periodo. Penso, in ambito ambientale, al ruolo cruciale della digitalizzazione per l’ammodernamento della rete idrica e la riduzione degli sprechi, a cui viene destinato circa il 30% dell’investimento complessivo, o per la realizzazione della piattaforma nazionale di gestione del territorio - aggiunge Amati, direttore generale IT di Almaviva - l’ottica non è considerare il Pnrr come occasione di ritorni di breve periodo, ma leva per un salto di efficienza e sostenibilità del nostro Paese e, insieme, per l’evoluzione delle aziende italiane».

LO SNODO

E sono due le parole chiave nel processo di digitalizzazione, che potrebbero permettere un balzo tecnologico importante nella trasformazione ecologica entro il 2030: Internet of Things e intelligenza artificiale. «IoT è lo strumento fondamentale per creare interazione tra mondo fisico e trasferirlo al digitale. Sta diventando un elemento imprescindibile per il monitoraggio e l’automazione di alcuni processi per far parlare i due mondi», spiega Alessandro Mantelli, CTO di Almaviva. «Le enormi quantità di informazioni raccolte da IoT non possono essere trattate dall’uomo, ed ecco l’importanza degli algoritmi di IA che sono e saranno sempre più un supporto al trattamento di dati», aggiunge Mantelli. Da non dimenticare quanto l’ambiente circostante si stia trasformando, a causa dei cambiamenti del clima. «Siamo impegnati anche su soluzioni di smart cities e smart land; per diminuire il consumo energetico negli edifici ed aziende, spingendo sull’efficientamento energetico tramite modelli software - energy management - prima applicato nelle nostre aziende e che poi ha avuto un vasto interesse di mercato, mentre per l’evoluzione tecnologica in agricoltura, stiamo usando sistemi geospaziali per analizzare colture e terreno», sottolinea Mantelli. Infine, l’estate appena finita, ha evidenziato il dramma della siccità. «Almaviva e Almawave, società del Gruppo dedicata all’AI, stanno investendo molto su acquedotti e bacini idrici, che stiamo ottimizzando attraverso sistemi di sensori per rilevare le ingenti perdite di acqua intorno al 42% negli acquedotti e satelliti che analizzano l’irrigazione dei campi».

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