Rina Barillari: «La testa è testa, ma noi teniamo acceso solo lo smartphone»

Rina Barillari: «La testa è testa, ma noi teniamo acceso solo lo smartphone»
di Rino Barillari*
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Mercoledì 20 Luglio 2022, 11:42 - Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 07:30

La testa è testa, come la guerra è guerra.

Ricordiamocelo in ogni momento, altrimenti rischiamo il falliment totale. Torniamo a usare il cervello, altro che intelligenza artificiale. Occupiamoci della nostra intelligenza. Ma vi rendete conto o no che siamo diventati tutti più deficienti, uomini e donne? Che pensiamo di sapere tutto e non sappiamo più un bel niente? Che teniamo la testa spenta e lo smartphone sempre acceso? Un fatto è che una cosa te la ricordi, un’altra è che te la ricorda il telefonino. Adesso non siamo più capaci nemmeno di dire una bugia perché ce ne dimentichiamo subito e poi facciamo casini. Seduti siamo tutti molto intelligenti, abbiamo lo smartphone in mano e ci dice lui ogni cosa. Vuoi sapere qualcosa di Marcello Mastroianni o di Brad Pritt? Vai su Wikipedia e ti dice quando sono nati, quando sono morti e se sono resuscitati. Prima forse sapevi meno cose ma quelle che sapevi te le ricordavi facilmente perché avevi faticato per arrivare a quelle informazioni, avevi studiato o eri stato in strada a inseguire notizie. Il cervello oggi non è più abituato a ricordare e ragionare, questa è la verità. Certo, la tecnologia è una grande comodità. Un poco complicato stargli dietro perché ogni giorno escono nomi strani, in inglese, in cinese e in giapponese. Sei ragazzino, What’s America, e tutto è più facile. Ma uno che ha superato i 50 anni va in tilt. Professionalmente per me è stata una salvezza. Archivio migliaia di foto e le trovo subito. Una volta per trovare una foto dovevi ricordarti il nome del personaggio altrimenti non ci arrivavi. Ora è un attimo: digiti il nome ed ecco tutte le foto che vuoi. Le mie foto le ho archiviate in cinque posti diversi, non si sa mai. Vado in giro con una Leica e una Canon digitali, certo sono facili e comode. Tutto è più semplice, ormai con i teleobiettivi fai tutti gli scatti che vuoi da lontano e il personaggio nemmeno se ne accorge. Non rischi niente. Da una parte la tecnologia ci ha cambiato la vita in meglio ma dall’altra parte ha distrutto tante cose. Adesso sono tutti paparazzi con gli smartphone. Le storie te le raccontano sui social i personaggi e non si rendono conto così di non suscitare più alcuna curiosità. Stanno alla frutta pure loro, non sanno più che inventarsi. Chi va a cinema a vedere un film se sa già la trama? Non critico i social, sono importanti e io li uso molto per capire cosa piace alle gente. Il problema è sempre quello: la testa è testa e noi non sappiamo più dove l’abbiamo messa.

*fotografo, il “King dei paparazzi” .

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