Rivoluzione verde a Cinecittà, generazione zero emissioni

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di Ilaria Ravarino
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 14:41 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:37

Obiettivo: rigenerarsi.

Che è qualcosa di più del semplice comportarsi bene e qualcosa di meglio del far finta di farlo. La rivoluzione verde cui punta Cinecittà consiste nel trasformare l’azienda, secondo un crono-programma a tappe, in una “compagnia rigenerativa”: studi cinematografici che non solo portano a zero il loro impatto sull’ambiente, ma che producono in prospettiva anche conseguenze positive per l’ecosistema. Dopo aver aderito – insieme a duemila aziende fra cui Netflix, Sky, Amazon e BBC – al partenariato “Science Based Target Initiative”, che fissa standard internazionali per la mitigazione dell’impatto, il traguardo di Cinecittà è quello di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050, un passo che farebbe degli studi di via Tuscolana un centro di innovazione in grado di contribuire, concretamente, al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda dell’ONU e dell’accordo di Parigi.

L’IMPRONTA

 Il primo passo in questa direzione è il calcolo dell’impatto ambientale, ovvero delle emissioni di gas serra, in fase di conclusione proprio in questi mesi: emissioni dirette (il riscaldamento degli edifici; i carburanti per i mezzi di trasporto; gli impianti refrigeranti), indirette (consumo di energia elettrica) e quelle derivate da sorgenti che Cinecittà non possiede (le singole produzioni). L’impronta di carbonio delle emissioni dirette e indirette è già stata calcolata, ed equivale a 2.520.289 chili di CO2 prodotte nel 2021: gli studi inglesi Pinewood, che possiedono più del doppio dei teatri di posa a disposizione di Cinecittà, nello stesso anno ne hanno emesse 9.949.000 chili. Una volta completati la ricerca e il calcolo, la road map per la “rigenerazione ecologica” prevede l’approdo a una prima fase cosiddetta “green” (100% di energia rinnovabile, mobilità sostenibile, bando della plastica, standard ecologici per produzioni). Seguirà una seconda fase di “funzionalità energetica” (trasformazione digitale, recupero e riuso delle scenografie, progetti di rigenerazione ambientale e bilancio di sostenibilità) per giungere infine all’obiettivo più ambizioso: la rigenerazione vera e propria, attraverso un sistema di orti sinergici, architettura rigenerativa, e l’autosufficienza al cento per cento in termini di energia e risorse.

LA ROAD MAP

 Al momento, secondo quanto riferito dall’amministratore delegato Nicola Maccanico nel corso di un incontro con i giornalisti alla recente Mostra di Venezia, i rincari dei prezzi dei materiali e l’aumento del costo dell’energia non avrebbero influito sulla road map ecologica di Cinecittà, «senza variazioni sensibili» dunque sul piano per raggiungere la neutralità. Attualmente si è concluso il passaggio all’energia elettrica da fonti rinnovabili al cento per cento, si è razionalizzato il sistema di raccolta dei rifiuti e di compostaggio (Ama, in accordo con Cinecittà, ha installato in tutta l’area isole ecologiche) e si proseguirà, nei prossimi mesi, con ulteriori provvedimenti.

GLI EROGATORI DI ACQUA

 Nel campo dei consumi si punta all’efficientamento energetico e all’introduzione di sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (la gara d’appalto per gli impianti fotovoltaici è in fase conclusiva), mentre entro la fine dell’anno saranno installati erogatori di acqua potabile, per disincentivare l’uso della plastica nell’area. Per la mobilità sostenibile saranno infine installate stazioni di ricarica per veicoli elettrici (auto, monopattini, biciclette) nei parcheggi interni, e persino la ristorazione sarà dotata di un’offerta a ridotto impatto ambientale e sociale. A garantire la realizzazione degli interventi è lo stesso cronoprogramma del Pnrr, che fissa le tempistiche di massima previste per la ristrutturazione degli spazi di servizio, tra cui gli edifici del bar storico e del ristorante (entro la fine del 2022), l’efficientamento energetico delle centrali elettriche, l’avanzamento del progetto fotovoltaico, l’aggiornamento dei quadri elettrici di scena e di servizio, il rifacimento della rete idrica potabile e la valorizzazione di 35 mila metri quadrati di verde (entro il 2023). Seguiranno, entro il 2024, il miglioramento degli impianti di condizionamento e della rete di distribuzione, ed entro il 2025 l’efficientamento di 17 centrali termiche. Non un “greenwashing” di facciata (il marketing ecologico), ma un programma rigoroso, realizzato con il supporto della Società Benefit Zen2030, che permetterà agli studi di ridurre progressivamente il proprio impatto sull’ambiente. E al cinema, ancora una volta, di rendere il mondo migliore. 

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