Più tutor, asfalto drenante e iperconnessione: Aspi punta tutto sulla sicurezza in autostrada

Più tutor, asfalto drenante e iperconnessione: Aspi punta tutto sulla sicurezza in autostrada
di Giampiero Bottino
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 16:59 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:32

Se i cantieri così frequenti lungo la rete autostradale italiana possono provocare qualche disagio agli automobilisti, rappresentano anche la cartina di tornasole di un settore che sta affrontando con grande impegno la sfida della mobilità del futuro, per consentire all’infrastruttura, che ne rappresenta il presupposto indispensabile, di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica – mai così rapida e dirompente – dei veicoli destinati a percorrerla. Emblematico in questo senso il caso di Aspi, l’Autostrade per l’Italia tornata nell’alveo dello Stato.

Con il piano industriale 2022-2024 il principale operatore del settore – gestisce oltre il 40% (quasi 3.000 km su circa 7.000) dell’intera rete nazionale – scommette sull’innovazione a tutto campo destinata a porre le basi del futuro del gruppo non solo per il triennio di validità del piano, ma anche con interventi di lungo periodo, parte dei quali destinati a concretizzarsi entro il 2038, anno in cui arriverà a scadenza l’attuale concessione.

IL PROGRAMMA

L’impegno è davvero rilevante sia sotto l’aspetto organizzativo, sia sotto quello finanziario, visto che sono previsti investimenti per 21,5 miliardi di euro, 7 dei quali destinati alla manutenzione e all’ammodernamento delle infrastrutture con l’obiettivo di allungare di circa 80 anni la vita utile delle opere, mentre i restanti 14,5 miliardi sono indirizzati al potenziamento – anche attraverso un nutrito programma di assunzioni – di varie società del gruppo. In questo contesto assume un ruolo fondamentale il programma “Next to safety” che rappresenta un approccio integrato, davvero a 360° in quanto coinvolge tutti gli aspetti della sicurezza di chi sulle autostrade ci viaggia o ci lavora, nonché dell’infrastruttura stessa. Un settore nel quale la società può vantare già risultati significativi per una rete sulla quale transitano in media 800 milioni di veicoli all’anno: dall’inizio degli Anni 2000 a oggi, per esempio, il tasso di mortalità (percentuale dei decessi ogni 100 milioni di km percorsi) è calato dallo 0,94% allo 0,22% con cui si è chiuso il 2021.

CORSIE AGGIUNTIVE

Ma – dicono in Autostrade per l’Italia – si può e si deve fare proseguendo sulla strada fin qui percorsa, che dal 2000 ha registrato già passaggi importanti come lo sviluppo del sistema Tutor, oggi attivo su 152 tratte per complessivi 1.450 km, l’installazione di 1.922 pannelli a messaggio variabile, 4.000 telecamere e 1.500 sensori, la realizzazione dei 450 chilometri di corsie aggiuntive per snellire la circolazione nei tratti più trafficati e la posa dell’asfalto drenante che ormai è esteso al 100% della rete. Un impegno che l’amministratore delegato del gruppo, Roberto Tomasi, ribadisce con forza: «Per noi la sicurezza è una priorità, per questo abbiamo messo in campo una serie di azioni che puntano alla drastica riduzione degli incidenti su strada e degli infortuni nei cantieri lungo le tratte gestite da Aspi. Queste iniziative combinano fattori di potenziamento infrastrutturale, tecnologico e comunicativo e, nel corso degli anni, hanno garantito una riduzione dei tassi di incidentalità e un rafforzamento degli standard di sicurezza. Continueremo con convinzione su questo percorso, in piena coerenza con il piano industriale che poggia sui principi di sicurezza della rete, a tutela degli utenti e dei lavoratori».

SISTEMI ANTICOLLISIONE

A questi ultimi sono stati dedicati negli ultimi due anni dei programmi di rafforzamento culturale sui temi della sicurezza sul lavoro che hanno coinvolto più di 1.500 persone alle quali si aggiungono i 15.000 dipendenti della filiera che hanno partecipato alla “Safety Academy”, mentre per il 2022 è previsto di superare le 700 “safety walk”, cioè la passeggiata di due manager incaricati di osservare l’attività dei cantieri e di dialogare con i lavoratori per raccogliere suggerimenti in materia di salute e sicurezza. Le prossime tappe prevedono i sistemi anticollisione che entro fine 2022 equipaggeranno 35 furgoni addetti al controllo della viabilità, mentre l’anno prossimo verranno attivati 60 siti per il rilevamento dei mezzi che trasportano merci pericolose e nel 2025 entreranno in funzione almeno 30 pese dinamiche capaci di “scoprire” i veicoli in eccedenza di massa, mentre per vegliare sulla “salute” dei 1.943 ponti e viadotti è previsto un ampio ricorso alle piattaforme di intelligenza artificiale.

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