L'auto cambia, vincerà chi aggiorna con la tecnologia "over the air"

Mercoledì 19 Maggio 2021 di Giorgio Ursicino
GettyImages

Non solo batterie. Nell’era della transizione energetica verso sorgenti più pulite sale sul palcoscenico la capacità degli accumulatori e la loro rapidità di accumulare energia. Tanto più cresceranno queste doti, altrettanto rapidamente si diffonderà la mobilità elettrica. Sempre che l’implementazione degli indispensabili punti di ricarica manterrà la promesse e le previsioni fatte. Nella totale trasformazione del modo di spostarsi e di viaggiare, però, sarebbe riduttivo pensare che il cambiamento si esaurisca qui. Nell’immagazzinamento e nella gestione della forza necessaria al movimento. Oltre al proliferare dei nuovi servizi legati al settore, che si adegueranno alla versatilità dei futuri veicoli, ci sono altri due campi ricchissimi da curare e coltivare. Da una parte, la connessione; dall’altra, legata a doppio filo all’evoluzione della prima, la guida autonoma. Due temi senza limiti che riportano l’automobile al centro del villaggio poiché in grado di attrarre e quasi monopolizzare tutti i comparti dell’high-tech. L’autonomous drive, a differenza dell’auto zero emission, sarà un percorso progressivo che porterà i suoi benefici man mano che si evolverà. Non è un caso che il tragitto è diviso a livelli crescenti, da 1 a 5. Attualmente le vetture di massa sono al 2, con qualche premium che si affaccia al 3. Per arrivare a top ci vorrà tempo: da ora ad allora, le vetture saranno sempre più imbottite di Adas, i dispositivi di assistenza alla guida che non sono altro che tanti mattoncini da mettere insieme e coordinare prima di rinunciare all’uomo al volante. Su un particolare aspetto il lavoro è stato portato molto avanti, accaparrandosi la leadership che era di altri settori. La gestione e la capacità di trattamento dei dati e la rapidità di trasmissione, erbetta fresca per la nuova tecnologia 5G e i suoi sviluppi. Il tutto procede di pari passo con l’auto ad induzione che ha una potenzialità molto più elevata di quella termica di usufruire della gestione elettronica. La mobilità ha allungato le sue lunghe mani sulla tecnologia “over the air” che consente il dialogo, anche permanente, fra il veicolo, il costruttore e l’utilizzatore in modo da cambiare, anche radicalmente, il suo comportamento durante l’utilizzo.

COMPORTAMENTO STRADALE

L’auto, quindi, non è più un oggetto inerte, è in grado di avere un comportamento diverso secondo le istruzioni del costruttore o secondo il volere del proprietario. Per quanto riguarda il primo aspetto, il merito è dell’elettronica che, da parecchi anni, è scesa in campo consentendo col suo software sempre più complesso di sovraintendere a situazioni non stabili. Un tipico esempio è il comportamento stradale che varia a seconda delle performance: motore, trasmissione, sospensioni, freni tutto viene plasmato in modo diverso se si viaggia tranquilli o si spinge sull’acceleratore, specialmente se l’auto è potente. Ma qui, emerge il primo limite. Per quanto possa essere sofisticato, il software che impartisce comandi attraverso l’hardware alla meccanica è “congelato”, quello è e quello rimane per tutta la vita della macchina. Il software, invece, è una cosa che si evolve rapidamente e per non far diventare obsoleta una vettura “quasi” nuova i costruttori si sono inventati gli “aggiornamenti”. Andando in assistenza, è possibile, attraverso un collegamento via cavo, “rinfrescare” il software della vettura. Un escamotage, ma non certo la soluzione. Una risposta complessa e costosa per fare un’operazione che dovrebbe essere in tempo reale.

LE APP E I DEVICE

Un tipico esempio è il navigatore di bordo a volte molto costoso che veniva ridicolizzato da quello dello smartphone che aveva un costo della app e del device molto inferiore. Con la possibilità di trasferire i dati in modo molto più rapido e sicuro, uno per tutti la tecnologia 5G, si sono aperte nuove frontiere. È diventato possibile aggiornare da remoto senza che l’utilizzatore neanche se ne accorga, non solo i sistemi informativi e dell’abitacolo della vettura (navigatore, temperatura, personalizzazione dei comandi), ma anche le parti delle centraline che contengono il software molto più complesso e sensibile che tiene sotto controllo il comportamento dinamico del veicolo. Un aspetto che influisce direttamente sulla sicurezza, a volte migliorandola in modo sensibile. Tutto questo nasce, bisogna dirlo, nella realtà futuristica della Silicon Valley e nella mente geniale di Elon Musk. La prima vettura ad avere la possibilità di gestione e di controllo “over the air” della dinamica del veicolo fu la Tesla Model S del 2015, mentre i costruttori tradizionali ancora armeggiavano sulla possibilità di tenere al passo con i tempi il resto del software di bordo. Questo “over the air” totale consente molte opzioni, alcune delle quali di importanza vitale. Il costruttore può aggiornare tutti i buchi del software che controllano il movimento del veicolo, dall’assetto al propulsore, rendendo l’auto diversa e migliore di giorno in giorno. L’automobilista, invece, può decidere come impostare la personalità della propria auto a seconda delle esigenze. Un risparmio anche di soldi. Non serve più acquistare un’auto “inutile” se si hanno i figli neo patentati in casa, perché è possibile settare la propria ammiraglia e la propria supercar affinché sia docile come un cagnolino. Velocità, accelerazione, rapidità dello sterzo e delle sospensioni, tutto può essere impostato sulle necessità di chi ancora deve fare esperienza al volante. Ecco perché c’è bisogno di un’assoluta protezione dei dati, ancor più nei confronti di hacker che volessero mandare in tilt il traffico. Il grosso vantaggio, comunque, restano gli aggiornamenti che può fare il costruttore perché, specialmente con i veicoli elettrici, possono incrementare notevolmente le prestazioni variando i programmi di controllo, specialmente quelli molto sofisticati di gestione dell’energia.

DINAMICHE DI MARKETING

Su questo zoccolo duro, fatto di realtà e sicurezza, performance e autonomia, costi di gestione e rispetto ambientale (aumentando l’autonomia si riduce l’inquinamento anche di un’auto zero emission), si inseriscono dinamiche di marketing e addirittura commerciali che differenziano il costo dell’oggetto in base alle prestazioni e non alla sua reale sostanza. Al di là di tutti gli aggiornamenti di routine, che migliorano la sicurezza e che i costruttori rilasciano gratuitamente “over the air” per migliorare la credibilità e la reputazione dei propri prodotti, ci possono essere step più costosi che cambiano radicalmente il comportamento dell’auto. E il costruttore ritiene che non sia “giusto” averli senza pagare perché hanno un valore rilevante, un costo notevole per metterli a punto e non incidono sulla sicurezza stradale. Così il software aggiornato si può avere in prova per un certo periodo e poi decidere per l’acquisto o la restituzione. Il tutto, chiaramente, “over the air”. È possibile comprarlo anche rateizzato o, meglio ancora, noleggiarlo. Affittarlo per il weekend o durante le vacanze in modo da avere due macchine diverse nello stesso contenitore poiché nell’utilizzo quotidiano, tutto sommato, la performance del software “base” vanno più che bene.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 13:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA