La giornata mondiale della Terra/ La sfida di Ogyra e Illumia: pescare la plastica per vestire sogni

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di Valentina Venturi
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 09:06

La gravità del “marine litter” è poco nota, ma racchiude in sé un problema tangibile, che non può più essere trascurato.

Si tratta dei rifiuti, come le bottiglie e la microplastica, che dispersi volontariamente o involontariamente in mare, lo inquinano e ne compromettono la salute degli abitanti: si stima che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci negli Oceani. Per correre ai ripari è nata Ogyre, la prima piattaforma italiana di “fishing for litter”, pratica che punta a ripulire i mari con l’aiuto dei pescatori: i più assidui frequentatori del fondale marino vengono remunerati, per recuperare la plastica durante le normali attività di pesca e riportandola a terra per lo smaltimento. Da qui inizia la circolarità: grazie a una piattaforma tecnologica, Ogyre coinvolge persone e aziende finanziando le flotte di pescherecci impegnati nella raccolta e reinserendo parte degli scarti, la plastica in particolare, nel circuito del riciclo per dargli nuova vita come costumi o piumini.

La startup green nasce nel 2021 dall’intuizione di Andrea Faldella, bolognese, 39 anni, velista e appassionato di immersioni, e Antonio Augeri, imprenditore e surfista: a oggi le flotte di pescatori sono già presenti a Cesenatico, Santa Margherita Ligure, Marina di Ravenna e in apertura in Sardegna e Centro Italia, oltre al Brasile e all’Indonesia. Ottanta imbarcazioni per una massa di rifiuti raccolta che oscilla tra le 15 e le 20mila tonnellate al mese; in Italia i rifiuti intrappolati nelle reti o pescati accidentalmente vengono separati e conferiti ai partner a terra, mentre in Brasile e in Indonesia i pescatori vengono pagati per uscire appositamente in mare a raccoglierli, diventando un’attività alternativa alla pesca.

LO SVILUPPO

 Di recente Ogyre ha annunciato il primo aumento di capitale da oltre 500mila euro grazie alla campagna su Mamacrowd, piattaforma italiana per operazioni di equity crowdfunding, che permette a terzi di investire nelle migliori startup e pmi italiane: perché anche alle idee più intelligenti serve la giusta luce. Illuminazione che Ogyre ha ricevuto grazie a Illumia, il primo family business italiano nel mercato retail di energia e gas secondo la classifica dell’Autorità per l’energia, con 1 miliardo di fatturato, un Ebitda di 32 milioni e un portafoglio di oltre 350.000 clienti. «Abbiamo acquisito una quota di minoranza – racconta il presidente Marco Bernardi – perché crediamo nella sostenibilità e nell’innovazione. Da quindici anni vendiamo energia elettrica e gas al mercato finale, eppure continuiamo ad avere uno spirito da startup. L’energia elettrica è uguale per tutti a prescindere dal fornitore, quindi è difficile creare diversificazione: per questo da tre anni organizziamo “You dream, we believe” un contest aziendale in cui si valutano i progetti, in ambito energetico, che possano darci delle spinte innovative o aziende che arrivino dove noi non possiamo». Non pago, l’operatore bolognese ha costituito anche Illumia Start, società dedicata esclusivamente a investimenti in startup. Così si esplicita l’interesse per Ogyre, parola che si riferisce alle Ocean Gyres, le correnti oceaniche circolari fondamentali per l’ecosistema che sono diventate drammaticamente note perché contribuiscono ad accumulare rifiuti nelle cosiddette isole di plastica.

I PRINCIPI

«La loro visione – prosegue il 45enne Bernardi, che nel 2018 ha vinto il premio “EY Imprenditore dell’anno” nella categoria Innovation & Digital Transformation – è coerente con i principi vocazionali che ci contraddistinguono: è una startup e si occupa della circolarità, della sostenibilità ambientale». Due eccellenze italiane, una consolidata e un’altra in fase di potenziamento, si sono unite per una visione del futuro green e solidale. Illumia ha scelto di contribuire alla missione di Ogyre anche finanziando una campagna di raccolta di 1 tonnellata di rifiuti marini e scegliendo di regalare i piumini Ogyre, realizzati in materiali riciclati frutto, in parte, anche della rigenerazione di marine litter, ai propri collaboratori. Ma non basta: nelle prossime settimane sarà possibile agire per il mare anche per i suoi clienti, che potranno contribuire alla raccolta dei rifiuti marini con un piccolo contributo in bolletta. Una luce che continua a propagarsi: anche Luna Rossa ha siglato una partnership triennale con Ogyre, per ripescare dai mari entro i prossimi tre anni sei tonnellate di rifiuti marini.

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