Buffon, nuovo capo delegazione azzurro: «Darò il mio contributo, ma non sono Vialli. La mancata qualificazione ai Mondiali? Abbiamo pagato la vittoria dell'Europeo»

di Alessandro Angeloni, nostro inviato
Lunedì 4 Settembre 2023, 13:25 - Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 09:06 | 1 Minuto di Lettura

Sui suoi 30 anni in azzurro e Bonucci

Sui cambiamenti che ha attraversato nei trent'anni vissuti in azzurro: «Per quella cultura che mi ha passato la famiglia, sono stato a disagio, come se questo ambiente fosse troppo grande per me. Avevo timore reverenziale. Molti campioni perdono la dimensione e pensano di essere più grandi dell’ambiente dove vivono, è il modo più sbagliato. Bisogna sempre stare al di sotto per apprezzare meglio tutto. Di Nazionali ne ho viste tante, anche di più forti di quelle che hanno vinto. Ci sono stati gruppi bellissimi, nel 2006, 2012, 2016, che hanno saputo emozionare. Questo è il compito di questa Nazionale, dare messaggi positivi». Sull'estate particolare vissuta dall'ex compagno di squadra Bonucci: «Ci siamo sentiti, quello che, andando all’Union, ha fatto è una scelta ponderata, è abituato a lottare e darsi da fare. È l’aspetto bello di un giocatore e di una persona. Se può tornare in Nazionale non lo so, sono qui da dieci minuti».

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