La Vuelle ultima non arriva mai fino in fondo: ecco cosa c'è che non va

Lunedì 4 Novembre 2019
I giocatori della Vuelle durante una partita di campionato
PESARO - Sei sconfitte consecutive, la prima contro un’avversaria che non era tra le prime cinque in classifica. Domenica a Treviso la Carpegna Prosciutto ha lasciato sul piatto un’occasione, ha lottato ma ha perso ancora e adesso si ritrova ultima da sola. L’atteggiamento con cui la Vuelle ha aperto il match è stato quello giusto, quello dopo l’intervallo no. Si smette di giocare di squadra, ci si dimentica di costruire, si smarrisce la concentrazione e si gettano alle ortiche palloni preziosi in momenti importanti. Treviso ha alzato l’intensità e ha condotto in porto la partita pur non giocando in maniera impeccabile. I biancorossi sono andati un po’ meglio in difesa, anche col pressing e, quando corrono, mostrano sempre il lato più bello. Non si è approfittato fino in fondo dei cali che anche la De’ Longhi ha avuto.

Grande partita in attacco di Chapman, che ha molto faticato contro i lunghi trevigiani. Pusica aveva cominciato bene, mettendo in gioco i compagni ma poi si è spento, è apparso leggero e poco incisivo e ha perso il confronto con l’ex compagno di squadra Nikolic. Zach Thomas ha portato 9 rimbalzi (la squadra ha comunque subito nella specifica statistica), quello che gli aveva chiesto il coach, ma ha sbagliato tanti tiri (2/12). Zanotti a Treviso è stato emarginato dalle rotazioni, forse avrebbe potuto dare una mano nel reparto e fare più di quelli che erano sul parquet. Idem Eboua. Miaschi è stato bravo su Logan, peccato aver sprecato come gruppo il più 13 raggiunto nel secondo quarto. I tifosi sono sfiduciati, l’importante è che non lo sia la squadra. I supporter sono convinti che non basterebbe neppure un solo innesto ma per il momento pare che il roster non si tocchi. Nonostante ciò, Superbasket sostiene che “Pesaro si stia muovendo sul mercato delle ali straniere valutando alternative a Thomas, guardandosi attorno per un giocatore più interno ma che possa aprire il campo”. L’Usa ha un contratto di uno più uno con uscite per entrambi. Si sapeva dall’inizio che potevano esserci delle carenze, occorrono pazienza e lucidità perché sbagliare adesso sarebbe irreparabile.


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