Vuelle, Repesa dopo Milano: «Abdur verticale, siamo stati bravi»

Vuelle, Repesa dopo Milano: «Abdur verticale, siamo stati bravi»
Vuelle, Repesa dopo Milano: «Abdur verticale, siamo stati bravi»
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Lunedì 19 Settembre 2022, 03:10

PESARO Domenica di relax per la Carpegna Prosciutto dopo la bella partita giocata sabato a Vigevano contro i campioni d’Italia di Milano, che nonostante fossero privi di diversi giocatori hanno comunque dimostrato che anche con il roster ridotto potrebbero comunque fare ottime cose. Da oggi la Vuelle torna al lavoro con una doppia seduta, assente Repesa volato in Croazia per questioni personali. A tal proposito il coach tornerà a Pesaro domani, per poi riprendere regolarmente il lavoro da mercoledì.  


«Bravi per tanti minuti»


Tornando invece alla partita con l’Olimpia, in cui la Carpegna Prosciutto ha messo in difficoltà Milano a fine match, Repesa ha detto: «Dobbiamo continuare a guardare noi stessi e progredire nel nostro gioco in tutte le fasi, ad iniziare dalla transizione offensiva e difensiva, ma in generale anche in attacco e in difesa. Per tanti minuti siamo stati davvero bravi, sia in difesa che ad aprire il campo in attacco correndo in transizione, quindi per alcuni minuti abbiamo fatto davvero una bella prestazione. Poi – continua Repesa – è arrivata un po’ di stanchezza e nel momento in cui Milano ha iniziato a metterci le mani addosso siamo andati in difficoltà. Su questo dobbiamo lavorare tanto, perché non siamo una formazione molto atletica e quindi dobbiamo avere pazienza e avere verticalità sapendo come si gioca contro le squadre più fisiche e aggressive e quando si deve dare palla dentro o provare a punire gli avversari con un extra pass o taglio extra o con un back door. Tutte queste cose devono essere fatte meglio. Alla fine è meglio vincere che perdere per creare una mentalità vincente, contro Milano non ci siamo riusciti e quindi complimenti a loro, ma faccio i complimenti anche ai miei ragazzi per come hanno interpretato il match per 20’».


L’importanza di Abdur


Per diversi minuti ha impiegato la guardia Abdur-Rahkman in posizione di playmaker, come era successo anche nello scrimmage di Imola contro la Tezenis. «Si. Contro le difese aggressive lui è il nostro giocatore più verticale e ci serve per battere la prima linea avversaria. Abdur-Rahkman nella sua carriera ha più giocato da guardia che da playmaker, ma ci può aiutare in quel ruolo perché le altre opzioni non sono molto verticali ma più tecniche. Abbiamo visto lo scorso anno la difesa di Hackett nei playoff, oppure nello scrimmage contro Verona la difesa di Imbrò e Cappelletti e contro questi giocatori dobbiamo sapere usare i giocatori più tecnici. Però bisogna avere più pazienza muovendo maggiormente la palla in modo da non permettere all’avversario di sovrastarci».
Guardando queste prime amichevoli da fuori pare che in certe situazioni manchi un po’ di cattiveria; lei che ne pensa? «Abbiamo parlato di questo dopo la partita con Milano, perché non possiamo permetterci di finire la partita con giocatori che hanno 4 falli permettendo a Davies di segnare facilmente. Si deve uscire dal campo a testa alta e con tanto orgoglio e se dobbiamo mandare Davies al tiro libero lo facciamo, cercando di non fargli prendere fiducia perché poi diventa difficile fermarlo. Ho detto questa cosa ai miei lunghi, perché bisogna lottare 40’ e non guardare quanti falli si hanno in quel momento». 

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