Il presidente Bosco promette impegno per la Vis Pesaro, ma chiede aiuto ai tifosi

Il presidente Bosco promette impegno per la Vis Pesaro, ma chiede aiuto ai tifosi
di Emanuele Lucarini
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Lunedì 18 Luglio 2022, 05:00

PESARO - «Si è parlato di prima squadra dopo più di mezz’ora di domande su altri temi? Sono sorpreso anch’io. Pensavo che i tifosi mi chiedessero solo di mercato di C e di innesti, ma così non è stato e ho apprezzato. La riprova che la nostra gente vuole crescere assieme a noi, parlando di progetti a medio-lungo termine».

Così Mauro Bosco, numero 1 della Vis, a margine dell’incontro di sabato mattina coi tifosi accorsi al Benelli. 
Presidente Bosco, come giudica il faccia a faccia? 
«Molto positivamente. Ci si è concentrati sul futuro in un momento a mio avviso molto importante, che avrei voluto fare prima ma non è stato possibile a causa della pandemia scoppiata poco dopo il mio arrivo alla Vis. Ora si può cominciare a dialogare con la città e la tifoseria. Questo è stato il primo mi auguro di altri momenti analoghi». 

 
Si è parlato poco di prima squadra, allora parliamone noi. Com’è nata l’idea Sassarini? 
«E’ un tecnico che a Pesaro ha dimostrato di proporre un bel gioco, attraente, ma lo spettacolo coinvolgente di cui la sua Vis diede prova non è stato l’unico motivo che ci ha portato a sceglierlo. L’abbiamo preso perché crediamo nelle sue capacità tecniche, oltre che nelle doti umane. Il mister è una persona importante, che potrà dare tanto alla Vis. Sono convinto che possiamo fare qualcosa di buono». 
Il mercato post-Covid è complicato per tutti. Voi avete messo a segno il colpo Di Paola e poi avere contrattualizzato diversi giovani di belle speranze. Le prossime mosse? 
«L’obiettivo, come dicevo ai tifosi, è quello di completare il 90-95% della squadra entro il ritiro che parte la settimana prossima (si va in Trentino il 23, ndr). Ecco che in questi giorni comunicheremo ulteriori innesti, lasciandoci uno spazietto per l’ultimissima fase di mercato». 
Arriveranno esclusivamente giovani calciatori? 
«Vediamo. A livello di over abbiamo fatto già tanto. E non penso solo a Di Paola, per cui è stato fatto un investimento importante per alzare l’asticella dal punto di vista tecnico. Stiamo facendo sforzi importanti per mantenere calciatori che a Pesaro hanno fatto benissimo e che sono appetiti da diversi club, e mi riferisco soprattutto al portiere Farroni, a Cannavò e a Marcandella. Trattenerli a Pesaro è di per sé un investimento. E poi c’è un altro aspetto da tenere in conto». 

Quale? 
«Beh, esiste per regolamento un vincolo di 24 calciatori, 25 nel caso di presenza in lista di un classe 2003. Prima di poter ragionare su uno, eventualmente due over, dobbiamo pensare al mercato in uscita, facendo partire qualche elemento che è sotto contratto». 
L’obiettivo della Vis 2022-2023? 
«Lo stesso degli ultimi anni. Cioè continuare nella crescita a piccoli passi. Una crescita a livello di prima squadra che va di pari passo a quella infrastrutturale, del vivaio e del comparto femminile. Comunque, vorremmo fare qualcosa di meglio rispetto alla scorsa stagione». 
Quindi punterete a quei playoff svaniti negli ultimi 90 minuti di campionato? 
«No, “playoff” è una parola che non voglio dire, proprio perché vogliamo essere umili e non vogliamo fare voli pindarici. Diciamo che cercheremo di essere competitivi». 
Tanto impegno meriterebbe più seguito… 
«Il paradosso è che Pesaro è una città che vive di sport, con tante discipline come il basket, il calcio a 5 e il rugby che militano in serie importanti. Il calcio, nel corso dei decenni, è rimasto un po’ indietro: bisogna risalire la china dando a questo sport la giusta dignità». 
Capitolo stadio. C’è un Benelli da riqualificare… 
«Il tema delle infrastrutture è uno dei pilastri della bella casa che vogliamo erigere. Al di là di Villa Fastiggi, dove c’è stato un investimento privato su uno spazio pubblico dato in concessione per 31 anni, stiamo dialogando con l’amministrazione per vedere di completare entro un paio d’anni anche il discorso stadio. A quel punto sì che saremmo un’eccellenza nel panorama calcistico di Lega Pro». 
State lavorando tanto anche sul vivaio… 
«Quando sono arrivato a Pesaro non esisteva un’Academy, che oggi invece è una realtà che accoglie qualche centinaio di bambini e ragazzini. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, abbiamo raggiunto grandissimi risultati anche col comparto femminile e con la Primavera 3, distinguendoci dalla metà dei club di C che sono in Primavera 4. La crescita è tangibile sotto tanti punti di vista, ma non vogliamo fermarci qua». 

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