Superlega, cede anche Agnelli: «Non si può andare avanti». La Juve crolla in Borsa, ecco la situazione delle italiane

Mercoledì 21 Aprile 2021
Superlega, cede anche Agnelli: «Non si può andare avanti». La Juve crolla in Borsa, ecco la situazione delle italiane

 

Con il naufragio della Superlega, con i sei club inglesi a dare inizio alla rivolta nella tarda serata di ieri, adesso cosa sarà delle tre rivoltose italiane? Perché adesso Juventus, Inter e Milan – che devono prendere atto della protesta del governo, dello sport ma soprattutto dei tifosi – dovranno affrontare il day after e forse già le conseguenze della loro presa di posizione. Inutile dire che c’è una società che ricopre la posizione di maggior imbarazzo: la Juventus. Con Andrea Agnelli grande alleato di Florentino Perez, presidente del Real Madrid, nel muro contro muro con Fifa Uefa e governi europei.

Nelle sue ultime dichiarazioni il numero uno bianconero ha spiegato di voler andare avanti nel progetto, per dare dietrofront proprio questa mattina. Forse convinto anche dal tonfo in Borsa del titolo Juventus (-12,44%), dopo i rialzi dei giorni scorsi. Aggiungendo anche le voci di sue dimissioni, poi smentite da Torino (ma c’è chi giura che Agnelli ci stesse pensando davvero).

 

Da parte sua, il Milan è quello che è stato invitato solo per il suo passato glorioso (pesano, e tanto, le sette Champions vinte dal 1963 al 2007) e l’enorme bacino di tifosi in Italia e nel mondo. Da via Aldo Rossi potrebbero comunicare l’addio al progetto. Cosa che, invece, ha già fatto intorno all’una di notte l’Inter. All’Ansa sono state dettate poche righe: «Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di interesse».

Una sola frase per un passo che potrebbe essere un problema per Suning, alle prese con una crisi di liquidità pesante. Il ritardo nel versare gli stipendi e il dossier della Uefa sui conti del club sono una spina nel fianco. Ma da viale Liberazione adesso la prima preoccupazione è quella di ritrovare armonia in Lega serie A. Visto che nell’ultima assemblea l’ad e il dg Beppe Marotta è stato invitato a dimettersi dalla poltrona di consigliere federale.

 

 


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