Lo show di Tamberi a Rovereto è senza acuto: alla fine è secondo dopo tre errori a 2,30

Mercoledì 1 Settembre 2021
Gianmarco Tamberi durante le Olimpiadi di Tokyo

ROVERETO - Grande serata al meeting del Palio della Quercia di Rovereto, con un vero e proprio bagno di folla per Gianmarco Tamberi, festeggiatissimo alla sua prima gara in Italia dopo il trionfo olimpico di Tokyo. Non ha vinto, Gimbo, piazzandosi al secondo posto con la misura di 2,25 dietro lo statunitense McEwen (2,28), ma è come se lo avesse fatto. Gasato al punto giusto, pronto ad andare a prendere l’applauso del pubblico alla presentazione, nella sua rossa fiammante tuta delle Fiamme Oro, subito a confrontarsi a lungo con il papà allenatore Marco ad ogni salto. Al termine altro bagno di folla e tanti applausi alla consegna della campana, simbolo della pace e della città di Rovereto. Percorso netto fino al 2,22, misura superata di slancio al primo tentativo, il campione anconetano trova la prima difficoltà a 2,25 (dove invece lo statunitense Schelby McEwen, che ha passato i 2,22, salta alla grande), ma valica l’asticella al secondo tentativo. Poi, visto che McEwen supera al primo salto anche 2,28, Gimbo decide di passare direttamente alla misura successiva, 2,30, per cercare di scalzarlo dalla prima posizione. Fallisce il primo e il secondo salto, nel terzo non riesce nell’impresa per pochissimo.

Soddisfattissimo, comunque, al termine della gara: «Sono contento, stanchissimo dopo l’adrenalina di Tokyo, ma soddisfatto - ha detto Tamberi - Volevo assolutamente esserci per regalarmi e regalare ai tifosi queste emozioni. Domani è un mese esatto dal successo di Tokyo. Ancora non ci credo, è stato pazzesco. Se attorno a me è cambiato qualcosa? Probabilmente, ma io rimango sempre lo stesso. Grazie a tutti quelli che mi hanno sempre sostenuto e come capitano della squadra italiana di atletica dico che siamo una grande squadra e che sono orgoglioso di farne parte. Ad un certo punto ho cercato il tutto per tutto, passando i 2,28 per dare il massimo ai 2,30. Al terzo tentativo quasi c’ero riuscito, peccato. Ora altre due gare (la prossima, domenica, a Chorzow - ndr), prima del meritato riposo. Perché voglio ancora nutrirmi dell’affetto della gente»
 


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