Caro bolletta nel calcio, il presidente Francesco Ghirelli «La Serie C è pronta a giocare all'ora di pranzo»

Caro bolletta nel calcio, il presidente Francesco Ghirelli «La Serie C è pronta a giocare all'ora di pranzo»
Caro bolletta nel calcio, il presidente Francesco Ghirelli «La Serie C è pronta a giocare all'ora di pranzo»
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Venerdì 30 Settembre 2022, 05:10

Presidente Ghirelli, il tema dei rincari praticamente sta riscrivendo la fisionomia di questo campionato.
«E’ un problema che tocca tutta l’Italia. Ognuno di noi è chiamato a cambiare stili di vita, indipendentemente dagli aiuti che si spera possano arrivare. Così come fa una vera impresa, anche noi della Lega Pro siamo chiamati a ristrutturare le nostre fondamenta. A cominciare dagli orari».  


A tal proposito, il passaggio fisso delle gare alle 12.30 e 14.30 va considerato ormai cosa fatta? 
«Siamo da tempo usciti dall’ambito della proposta, è una strada che percorreremo con decisione cercando di limare quelle piccole contraddizioni legate all’attuazione. Il prossimo consiglio direttivo sarà indicativo perché dovremo essere chiari con tutte le componenti».
Come si è arrivati a questa decisione? 
«Per prima cosa dobbiamo arrivare a chiederci come vengono stabiliti gli orari. Tra i criteri c’è, senza dubbio, quello di favorire la massima presenza degli spettatori. Poi quello di contemperare le esigenze tra squadra di casa e ospite in termini di attenuazione dei costi. Infine, particolare da tenere in considerazione, la risposta delle televisioni. Le dirette danno visibilità alla Lega, valorizzano i marchi e comportano un introito per le società». 
Non ritiene però che i tifosi possano essere penalizzati da queste decisioni? 
«Mi limito solamente a dire che più i club sono in salute e più ne beneficiano le città. Tutti ci auguriamo di tornare presto alla normalità ma una guerra come quella in Ucraina, dopo il devastante contesto pandemico, in pochi potevano aspettarsela. I tifosi stiamo tranquilli, il calcio senza loro non esiste. Chi decide l’orario sa che deve privilegiare principalmente questo aspetto». 
Precisamente da quando intende procedere all’introduzione delle nuove fasce orarie? 

«L’intenzione è quella di farlo dal weekend del 29-30 ottobre, contestualmente al cambio dell’ora. In questo modo daremo tempo alle società di assorbire le modifiche rispetto al calendario già pubblicato. L’idea centrale è quella di giocare la domenica alle 12.30 e alle 14.30». 
Si sente quindi di escludere le 12.30 per quanto riguarda il sabato?
«Sì, va escluso. Il sabato mattina si lavora. Nel lockdown abbiamo sempre detto che il problema più grande era legato alla mancanza della gente allo stadio. Le società dipendono da sponsor e botteghini e, quindi, non vogliamo penalizzarle. Bisognerà regolare bene l’inizio alle 14.30 perché non vogliamo andare in competizione con la Serie B, che inizia alle 14.00, visto e considerato che quattro, cinque partite dei nostri gironi saranno spostate un po’ più avanti nel pomeriggio per rientrare nel pacchetto di Sky Diretta Gol». 
Notturne sostanzialmente abolite fino a nuovo ordine. Possiamo riassumere così la direzione? 
«Il posticipo del lunedì su Raisport rimarrà. Poi è normale che se le singole squadre dovessero chiederci di giocare in ora serale per favorire l’afflusso dei tifosi ne terremo conto e mostreremo massima disponibilità. Il tutto, sempre, nell’ottica di sistema. Se andiamo a chiedere degli aiuti al Governo poi bisogna mostrarsi coerenti con le nostre richieste. Il sostegno ci viene dato in relazione alle misure e agli orari adottati». 
In conclusione, il tema Var. Per il 2023-2024 sarà definitivamente adottato anche in Serie C? 
«Il piano è questo, ci vogliono sei mesi di tempo per predisporlo. Stiamo lavorando con il presidente dell’Aia Alfredo Trentalange per completare questo passaggio. Intanto, lo garantiremo per tutta la durata di playoff e playout». 

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