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Sebastiano Bianchi, il giocatore di basket scomparso è tornato a casa. Il fratello: «Ci avevano detto che era morto»

Sebastiano Bianchi, il giocatore di basket scomparso è tornato a casa. Il fratello: «Ci avevano detto che era morto»
3 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Novembre 2021, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 13:22

«Martedì 9 novembre mi sono svegliato con la notizia della morte di mio fratello. Il corpo ritrovato nel lago e una ricostruzione dell'accaduto che non lasciava spazio ad interpretazioni. Vado in aeroporto - scrive il fratello su Facebook - e, cercando di farmene una ragione, piangevo mentre pensavo che non avrei mai visto mio figlio giocare a basket con suo zio. Ma, improvvisamente, l'assurdo: la stampa si è inventata di sana pianta il ritrovamento del cadavere di Seba nel nostro lago; incredibile ma vero.». Sebastiano Bianchi, il giocatore del Legnano Basket, 29 anni, di cui non si avevano notizie da alcuni giorni, è vivo ed è tornato a casa. 

«Ovviamente la gioia è immensa e offusca qualsiasi altro sentimento o preoccupazione per il futuro - continua ancora il fratello - Adesso inizia una strada tutta in salita ma sappiamo che SEBA È VIVO e che ha e avrà tantissime persone attorno a lui che lo amano e tifano affinché possa, in qualche modo, andare avanti».
 

L'appello a Chi l'ha visto?

Il cestista che, dopo il ritrovamento della sua auto, i vigili del fuoco hanno cercato a lungo nelle acque del Lago Maggiore temendo si fosse suicidato, non ha per ora spiegato i motivi della assenza, che tanto ha fatto preoccupare i genitori. Proprio il fratello ieri aveva lanciato un accorato appello su Facebook: «Una persona è arrivata con la sua macchina dove Seba ha abbandonato la sua, si metta in contatto con noi» e i compagni di squadra si sono rivolti a Chi l'ha visto? per chiedere al compagno di tornare.

L'ipotesi del suicidio

Resta da stabilire perché Bianchi, una lunga carriera da cestista tra A2 e B, lunedì sera abbia fatto perdere le sue tracce, l'auto abbandonata sule sponde del lago Maggiore a Verbania, dove risiede con la famiglia, senza dire nulla neppure ai compagni di squadra con cui la domenica era stato il miglior realizzatore in campo nel derby perso con la Sangiorgese. Per due giorni i vigili del fuoco, con i sommozzatori, l'hanno cercato nelle acque del lago Maggiore, tra Villa Taranto e il teatro Maggiore, dove la sua auto, una Bmw scura, è parcheggiata. All'interno le chiavi e il telefonino, da cui ha cancellato la rubrica e buona parte delle chat di whatsapp. «La cosa più probabile è che abbia deciso di togliersi la vita, magari buttandosi nel Lago Maggiore, senza però lasciare alcuna traccia», scrive sui social il fratello Mattia, che alimenta il giallo della scomparsa parlando di «una persona che è arrivata con la sua macchina proprio dove Seba ha abbandonato la sua». Scatta l'analisi delle telecamere di sicurezza della zona, ma le immagini sono poco chiare e il mistero si infittisce. «Io non so se questa persona abbia materialmente aiutato mio fratello, non mi importa. Vorrei solo dirle, per favore, se è un essere umano, di mettersi in contatto con me per fornire alla mia famiglia qualsiasi informazione utile al ritrovamento del corpo», è l'appello del fratello di Seb, come lo chiamano gli amici, che cade però nel vuoto. La svolta nella notte, dopo ore di angoscia, quando Sebastiano Bianchi torna a casa, dai genitori. Nelle prossime ore dovrà chiarire parecchie cose.

 
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