Ultimo saluto a Sara Anzanello: il mondo
dello sport si ferma per la campionessa

Sara, al centro, con mamma Nicoletta e papà Valter
Sara, al centro, con mamma Nicoletta e papà Valter
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Martedì 30 Ottobre 2018, 15:38 - Ultimo aggiornamento: 15:58

PONTE DI PIAVE - La chiesa parrocchiale di San Tommaso gremita per l'ultimo saluto a Sara Anzanello, la campionessa trevigiana di Ponte di Piave, morta giovedì a soli anni. La bara è entrata in chiesa accompagnata da  applausi scroscianti. Sopra il feretro una foto sorridente di Sara e, di fianco, un'altra foto con il pallone da volley.

Tra i tanti presenti  anche il noto dj Ringo, amico personale di Sara oltre a delegazioni dei team di volley di tutto il Trevgiano. In prima fila anche la delegazione dell'Aido, associazione donatori organi,  di cui Sara era una grande testimonial 

 


Presente una delegazione - quasi tutta la squadra e la dirigenza - delle campionesse d'Italia della Imoco Conegliano.

Il parroco l'ha ricordata come «una donna gloriosa, una di noi, di voi. Sara, hai imparato con lo sport uno stile di vita, affrontando fatiche per  raggiungere grandi risultati a livello mondiale, come ha ricordato ieri il presidente della Repubblica Mattarella ricevendo le compagne della Nazionale, vice campioni del Mondo».

L'ODISSEA -  Sara nel 2013 aveva subito un trapianto di fegato dopo una gravissima forma di epatite contratta in Azerbaigian dove giocava nel campionato di serie A. Era stata in bilico tra la vita e la morte, poi aveva affrontato una lunga e faticosa riabilitazione. Dopo mesi molto complicati e vincendo una difficile battaglia, Sara si era ristabilita e con grande determinazione era anche riuscita a tornare in campo, ma la scorsa estate si era manifestata una forma di leucemia che l'ha stroncata in breve tempo, nonostante la campionessa non si fosse mai arresa e avesse affrontato in ospedale a Milano i cicli di chemioterapia. In questo stesso ospedale, nella città dove Sara viveva con il fidanzato, giovedì è spirata.


 

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