La Samb sull'orlo del baratro, presentate sei istanze di fallimento ma con un'asta veloce la squadra può restare in serie C

Venerdì 9 Aprile 2021 di Luca Bassotti
Il presidente della Samb Domenico Serafino

SAN BENEDETTO - Ieri sono state presentate al Tribunale di Ascoli Piceno le sei istanze di fallimento nei confronti della Samb da parte di altrettanti fornitori, ma al tempo stesso i collaboratori del presidente Domenico Serafino avrebbero aperto una trattativa con i professionisti del presidente della Reggina, Luca Gallo, interessato all’acquisto della Samb, attraverso lo scambio di scritture contabili del club rossoblù.

 

Sono ore febbrili intorno alle vicende che riguardano la crisi societaria della Samb. La presentazione delle sei istanze di fallimento apre lo scenario che porta all’iter del fallimento. I tempi sono ristretti per arrivare al perfezionamento dell’intera operazione ed occorrerebbe che le istituzioni perorassero la causa affinché la vicenda possa avere un’accelerazione per motivi di interesse pubblico. 


L’udienza del tribunale
Infatti a stretto giro si dovrebbe conoscere, dal giudice fallimentare, la dottoressa Francesca Calagna, la data dell’udienza nella quale ai legali di Serafino verrà chiesto se il presidente rossoblù è interessato ad ottemperare al pagamento dell’ammontare delle sei istanze, che si aggira intorno ai 150 mila euro, o ad esibire un serio e concreto piano rientro per gli adempimenti, oppure restare insolvente. È chiaro che se nel caso in cui Serafino fosse disposto a pagare, lo deve fare per l’ammontare complessivo delle sei istanze. Tutte e sei, o niente. Nel caso in cui, invece, proseguisse lo stato di insolvenza, si innescherà la procedura che potrebbe portare alla sentenza di dichiarazione del fallimento e che aprirebbe lo scenario che vede come approdo l’aggiudicazione del titolo sportivo della Samb e il mantenimento della categoria.

 
Le manifestazioni di interesse 
Per ovvi motivi la presentazione di ieri delle istanze di fallimento complica i piani dei collaboratori di Serafino che sono alle prese con due manifestazioni di interesse esibita da parte di altrettanti gruppi imprenditoriali. «C’è più di una manifestazione di interesse per rilevare il 100% delle quote delle Samb, ma le istanze di fallimento non agevolano le trattative di chi è interessato al club rossoblù – afferma l’avvocato Flavia Tortorella, legale di Serafino che ha il mandato da parte del produttore musicale di origini calabresi alla cessione della Samb. C’è anche Gallo tra quelli interessati? Con tutti abbiamo firmato il patto di riservatezza e quindi non posso rispondere». Resta il fatto che comunque tra i collaboratori di Serafino e quelli di Gallo ci sarebbero stati mercoledì sera degli scambi di documenti contabili. I professionisti del presidente della Reggina starebbero quindi prendendo visione dei conti del club rossoblù. Intanto resta in piedi ancora la pista rappresentata dall’ex presidente del Foggia, Roberto Felleca che mercoledì scorso ha incontrato Serafino a Milano. Felleca ha chiesto la visione delle scritture contabili per avere un’idea sulla debitoria che a ieri sera non era riuscito ad ottenere.


L’udienza dei deferimenti
Intanto l’avvocato Flavia Tortorella sta seguendo anche la vicenda dei deferimenti della Samb. Ieri il legale di Serafino ha ricevuto l’avviso, da parte della Procura federale, della chiusura delle indagini in relazione al mancato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio che dovevano essere pagati entro la scadenza del 16 marzo. Questo significa che a giorni arriverà al club rossoblù il secondo deferimento. In relazione alla discussione del primo, relativo al mancato pagamento delle mensilità di novembre e dicembre 2020, il Tribunale federale nazionale ha fissato l’udienza per il prossimo 28 aprile. Il legale di Serafino sta lavorando affinché anche il secondo deferimento venga dibattuto nella stessa data in modo da accelerare i tempi per la sentenza afflittiva, che dovrebbe comportare complessivamente cinque punti di penalizzazione oltre ad una forte ammenda ed un’inibizione del presidente Domenico Serafino. 


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