Bagnaia, perchè lo chiamano Pecco? Storia di un campione sulle orme di Valentino Rossi

Bagnaia, perchè lo chiamano Pecco? Storia di un campione sulle orme di Valentino Rossi
Bagnaia, perchè lo chiamano Pecco? Storia di un campione sulle orme di Valentino Rossi
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Domenica 6 Novembre 2022, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 16:34

PESARO - Nella prima stagione del motomondiale "orfana" dopo 26 anni di Valentino Rossi, la corona della MotoGP va a Francesco Bagnaia. È un passaggio del testimone, raccolto con merito da "Pecco", come la sorella Carola - sempre con lui sui circuiti, dove spesso lo segue anche la fidanzata Domizia Costantini - ne storpiava il nome da bimbo. Sorriso da ragazzino, ha costruito questo suo secondo titolo iridato, il primo nella classe regina, con stoffa e testa da campione navigato. Qualità che Valentino Rossi ed il suo Sky Racing Team VR46 avevano intuito fin dal 2014, quando lo presero sotto la loro ala. Iniziando a forgiare quelle doti che, otto anni dopo, gli hanno consentito di scalare il muro di 91 punti che, a metà giugno, lo separava da Fabio Quartararo e dalla vetta della classifica.

Pecco, perchè si chiama così e le sue prime vittorie

L'iride della massima cilindrata si aggiunge a quella in Moto2 del 2018 ed interrompe 15 anni di astinenza, riportando in Ducati un titolo piloti che mancava dal 2007, epoca Casey Stoner. Tredici anni dopo Rossi (2009), un italiano conquista di nuovo il titolo nella massima cilindrata, a mezzo secolo da quando centauro e moto italiani vincevano la classe regina, con Giacomo Agostini e la MV Agusta 500, nel 1972. Nato a Torino il 14 Gennaio 1997, ma cresciuto a Chivasso, tifoso Juve e amante del suo cane (Turbo, nomen omen) Pecco è il più bel frutto della VR46 Academy. Un traguardo guadagnato con una maturazione costante, senza l'assillo del marchio di "predestinato".

Bagnania, un campione tra Tavullia e Pesaro

Quella prima stagione nel Team Sky, infatti porta scarsi risultati e pochissimi punti. Serve il salto di qualità e Bagnaia si trasferisce a Tavullia. Altri due anni in Moto3, con il team Mahindra, per imparare a soffrire su un mezzo non velocissimo, con un 14/o ed un quarto posto. Dalle minicross alla MotoGp Il primo contatto con le due ruote, come tanti suoi colleghi, Bagnaia lo ha sulle minicross, ma è la velocità ad attirarlo. Comincia a farsi notare nelle categorie Minimoto e MiniGP, dove diventa campione europeo nel 2009. Nel 2010 corre nel campionato mediterraneo 125 PreGP, concludendo secondo. Nel 2011 e 2012 è in quello spagnolo e non sfigura al confronto col nuovo ambiente, classificandosi terzo. Nel 2013 il primo mondiale, in Moto3, con una Honda FTR affidatagli dal Team Italia. L'anno dopo è allo Sky Racing Team VR46. La svolta nel 2016, secondo anno da pilota ufficiale Mahindra. Arrivano le prime due vittorie, ad Assen e Sepang. Nel 2017 il ritorno a "casa", nello Sky Racing Team e l'approdo in Moto2. Chiude quinto.

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