Nocelli rialza il Matelica: «Ogni maledetta domenica tutto va dimostrato, il sogno continua»

Martedì 27 Aprile 2021
Roberta Nocelli, dg del Matelica, domenica sera al Renato Curi di Perugia

MATELICA - «Mentre gli altri per mettersi seduti sulle panchine negli stadi importanti si organizzano con gli amici e entrano con le visite guidate. Io no, sono fortunata!» ha commentato la dg del Matelica Roberta Nocelli attraverso un post sui suoi social a corredo di una foto che la ritraeva sulla panchina del Renato Curi di Perugia, da dove ieri sera per la prima volta ha seguito i biancorossi.

 

«Morale – ha proseguito la dg – squadra tosta il Perugia, hanno giocato per novanta minuti come un tamburo battente. Dura stare dietro a gente che non ti lascia mai un secondo. Il risultato che ci portiamo a casa ci fa riflettere sui sacrifici che si fanno durante gli allenamenti e sul fatto che non si deve dare mai nulla per scontato. C’è un tempo per sentirsi campioni o eroi, ma soprattutto ogni maledetta domenica tutto va dimostrato. Un paio o più occasioni per accorciare le abbiamo avute, ma purtroppo non siamo stati lucidi. Questo non significa che segnare l’1-1 o il 2-1 ci avrebbe portato ad un pareggio definitivo o ad un ribaltamento, ma si sa, nel calcio tutto può succedere, bisogna spaccarsi il cuore. Ognuno di noi ha i propri sogni, i propri obiettivi e anche la giusta dose di ambizione. Come dice il saggio, dietro ogni risultato impossibile c’è un sogno che è stato ritenuto possibile».

«Inizia l’ultima settimana – ha concluso la dg Nocelli – di questa regular season del campionato di Lega Pro. Trentotto partite ci sono sembrate poche e allora cercheremo di conquistarci la migliore posizione in griglia per i playoff. I cavalli migliori si vedono all’arrivo, non bisogna avere solo le famose qualità del singolo giocatore, per essere riconosciuti come società vincenti, sono necessari tantissimi altri fattori. Diffido sempre dei venditori di fumo, che sanno fare tutto bene in tutte le cose e che non sbagliano mai. Umiltà deve essere la parola d’ordine insieme al rispetto verso tutti gli avversari. Poi il calcio è bello per questo, perché è fatto di persone con pregi e difetti, non è una macchina perfetta, dove mantenere certi equilibri significa avere una linea di pensiero condivisa che poi diventa forza. Prima di dire che siamo diventati qualcuno o qualcosa, lasciamo agli altri la capacità di lettura della nostra valenza. Anche voi sapete fare tutto, siete sempre i migliori, non sbagliate mai e se cadete è sempre colpa di qualcun altro? Io ho sbagliato tantissimo in vita mia, ma non ho mai mollato».


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