La Coppa Italia è del Napoli: Juve battuta 4-2 ai rigori

Mercoledì 17 Giugno 2020

Rigorosamente Napoli, conquista la sua sesta Coppa Italia: 4-2 alla Juve, dopo lo 0-0 al 90'. Gattuso: qualcuno lassù ti ama. E per Sarri continua la maledizione di non vincente in Italia. Partenopei che conquistano nell'era De Laurentiis il terzo Trofeo. Successo meritato, visto che il Napoli in successione ha eliminato Lazio e Inter, nei quarti e in semifinale. Poi la Juve: ovvero le prime tre della classifica. Nel deserto dell'Olimpico la più anomala finale di Coppa Italia della storia. La prima a porte sigillate, con le bandierine di colori variegati al posto dei tifosi.

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Il Napoli con Mertens fresco di rinnovo nel pomeriggio, inizia con il freno a mano tirato. C'è subito l'errore di Callejon, che libera Cristiano Ronaldo alla conclusione a giro, Meret non si fa sorprendere.
La squadra di Gattuso non è particolarmente attenta: ancora Callejon e poi Koulibaly commettono errori che non sono da loro: poca pulizia e attenzione nelle giocate in avvio, ma la Juve non ne approfitta. Gara che stancamente arriva all'altezza del 40' con i partenopei che hanno due fiammate importanti. Palo di Insigne, direttamente su piazzato, poi Demme ha sui piedi il pallone del vantaggio, ma a tu per tu con Buffon, si fa respingere dai piedi di SuerGigi una ghiottissima opportunità.
Ripresa sulla falsa riga della prima frazione. Più Napoli che Juventus. Solo un tiro di Bonucci verso Meret: troppo poco. Dalla parte opposta i neo entrati Politano e Milik hanno occasioni migliori. La più nitida capita sui piedi di Maksimovic. La Juve? Troppo brutta per essere vera, con Cristiano Ronaldo l'ombra di se stesso. Decisivo nei rigori Meret, che para la conclusione di Dybala, poi Danilo spara alto. Il Napoli vola verso la Coppa Italia con i penalty realizzati da Insigne, Politano, Maksimovic e Milik (che dovrebbe andare proprio alla Juve).
Meret se la ride: «Orgoglioso di far parte di questo gruppo. Abbiamo saputo soffrire e la vittoria credo sia stata meritata».
Commovente Rino Gattuso, nel ricordo della sorella Francesca, scomparsa poche settimane fa a soli 37 anni: «Il calcio mi ha dato molto di più di quanto io avessi meritato. Nella vita non ho accettato quanto è capitato a mia sorella...».
Commosso pure il presidente De Laaurentiis, che ha premiato con il collega juventino Andrea Agnelli il suo Napoli. Vittoria limpida e meritata. Per Sarri secondo Trofeo perso in stagione, dopo la Supercoppa italiana con la Lazio a Natale, ecco il secondo ceffone, ieri sera all'Olimpico, con Gattuso che vendica il 4-0 subìto due anni fa dalla Juve, quando allenava il Milan.

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Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 12:30
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