Morto il pilota Moto 3 Jason Dupasquier: aveva 19 anni, ieri l'incidente al Mugello

Domenica 30 Maggio 2021
Pilota Moto 3 Dupasquier è ancora in terapia intensiva: eseguito intervento di chirurgia toracica a Firenze

La tragedia irrompe ancora una volta in pista. Al Mugello si corre, ma è il giorno del dolore perché il giovane Jason Dupasquier  non ce l'ha fatta: troppo gravi le ferite riportate nel terribile incidente nelle qualifiche della Moto3 del gp d'Italia. Il 19enne pilota svizzero è morto nella terapia intensiva del Trauma Center di Careggi a Firenze dove era ricoverato in gravissime condizioni, dopo la caduta alla curva Arrabbiata 2. Dupasquier, una volta a terra, era stato investito dalle moto di Jeremy Alcoba, che lo ha colpito al torace, e di Ayumu Sasaki che ha impattato contro la sua testa, rimanendo privo di sensi in mezzo alla pista.

 

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Tutto il circus è rimasto con il fiato sospeso per il ragazzo che aveva esordito in moto 3 nel 2020, ma le condizioni erano apparse subito gravissime già per i primi medici rianimatori. Nella notte poi il tentativo disperato con un'operazione in extremis per fermare una lesione vascolare al torace, ma nella mattinata, mentre erano già in corso le gare del motomondiale, la notizia della sua morte. Sul paddock è calato il silenzio, occhi lucidi, tanto dolore, mentre in pista lo show continuava. Solo il team Prustel, con cui correva Dupasquier, aveva deciso di non partecipare. Sui cupolini delle moto la squadra aveva affisso un foglio con scritta l'incitazione 'Keep fighting Jason' (continua a combattere Jason).

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Prima del via della gara della MotoGp tutti i piloti della classe regina si sono allineati per osservare un minuto di silenzio: «Jason sarai sempre nei nostri cuori» lo striscione esposto nel ricordo-omaggio del pilota classe 2001, figlio d'arte, una vita già passata sulle due ruote prima di approdare nel motomondiale. Una morte che ha sconvolto tutti e che ha sollevato ancora una volta i dubbi sull'opportunità di mandare avanti lo show. «Un conto è sapere che la situazione è grave e un'altra è sapere che è morto - le parole di Valentino Rossi - Allora ti chiedi se abbia senso continuare a correre. Forse non ha senso fare la gara ma anche non farla, perché quello che facciamo oggi non può cambiare quello che è successo ieri».

 

 

Più netto Francesco Bagnaia, caduto al secondo giro proprio alla Arrabbiata 2, la stessa dell'incidente a Dupasquier: «Per rispetto non sarebbe stato corretto correre, ma magari il pensiero di altri è che lui l'avrebbe voluto. Fondamentalmente siamo umani e ognuno di noi è fatto a proprio modo. Io forse sono troppo sensibile e faccio più fatica. Il minuto di silenzio prima della gara mi ha scosso parecchio e in gara non ero per niente concentrato, quindi non mi interessa se sono caduto. So solo che oggi abbiamo perso un ragazzo di 19 anni». «Uno di noi» ripetono nel paddock i piloti: fra i più colpiti anche Dennis Foggia, vincitore proprio in Moto3, avvisato della notizia solo al termine della sua gara: «Tutti i giorni facevamo colazione insieme - ha raccontato - È veramente brutto, però purtroppo la Moto3 è anche questa, è molto scenografica ma è anche molto pericolosa perché siamo sempre tutti molto vicini e può succedere di tutto». Sul podio della Motog sventola la bandiera svizzera, Fabio Quartararo vince e guarda al cielo: la vittoria è per lo sfortunato Dupasquier. Un'altra morte assurda, ancora dolore e lacrime in pista.

 

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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 09:51
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