Marche, paralisi coronavirus nello sport e il volley protesta: «A porte chiuse no»

Martedì 25 Febbraio 2020 di Luca Regini
Marche, paralisi coronavirus nello sport e il volley protesta: «A porte chiuse no»

ANCONA - Lo sport ai tempi del coronavirus è un gran caos di campionati rinviati o sospesi: capirci qualcosa è un’impresa titanica, anche perchè come scriviamo nella pagina accanto le regole sono come le porte girevoli. La Cremonese bloccata quando era già ad Ascoli mentre l’arbitro di Lodi dirigeva Fermana-Vis Pesaro. La pallavolo si è praticamente fermata, guarda caso il giorno dopo la grande festa per 9000 spettatori a Casalecchio di Reno. Fermata in extremis la Lardini Filottrano che era già a Chieri, mentre ad Ancona impazzavano atleti e ginnasti lombardi e veneti ai rispettivi campionati italiani. Dopo un periodo di confusione tipicamente italiana ora si sta però andando verso una uniformità di trattamento nei vari sport, sia pure con delle diverse gradazioni da regione a regione. Proviamo a fare ordine, sintetizzando i provvedimenti già presi e quelli in arrivo, nelle maggiori discipline sportive.

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Il calcio
La serie A è ovviamente un caso a parte, anche per gli interessi economici che ruotano attorno. Alcune partite sono state già rinviate, ma si vorrebbe evitare di moltiplicarne il numero. Forse nelle prossime giornate si giocherà a porte chiuse, per lo meno negli stadi vicini alla zona rossa. Scendendo di categoria le maglie si stringono, la serie B è agganciata alla A, mentre la serie C ha già annunciato lo stop, con il rinvio del turno infrasettimanale di domani e di quello del primo marzo. Le partite sono già state calendarizzate per il 18 marzo e il 14 aprile, un mercoledì e un martedì. I campionati dilettantistici nelle Marche verranno sospesi con ogni probabilità oggi, il presidente regionale Paolo Cellini prima di muoversi aspetta però indicazioni dall’alto: «Se dovesse prevalere l’ordinanza di chiusura delle attività scolastiche e di tutte le manifestazioni pubbliche - ha detto il leader maximo del calcio marchigiano - anche il calcio dilettantistico si dovrà fermare con la sospensione di tutti i campionati regionali e provinciali». Quindi, possiamo tradurre: nel weekend non si giocherà dall’Eccellenza alla Terza Categoria, campionati giovanili compresi. 
La pallavolo
Il volley nazionale si è autofermato completamente già da ieri per almeno una settimana a livello nazionale, le Marche dovrebbero ufficializzare lo stop ai tornei regionali oggi e il discorso anche qui è valido anche per i campionati giovanili. Sotto rete, come nel calcio, è stata ventilata più o meno apertamente la possibilità che i campionati maggiori ripartano con partite a porte chiuse, almeno nelle zone calde, ma la Lega volley si è già detta contraria. Il presidente della Lega Femminile, Mauro Fabris è chiaro: «Siamo assolutamente contrari a disputare partite a porte chiuse. Noi non giochiamo in grandi stadi all’aperto, ma in strutture chiuse. Di dimensioni diverse».
Il basket
Sul parquet gli stop totali ai campionati nazionali non sono ancora stati ufficializzati, ma la Carpegna Prosciutto Pesaro avrebbe dovuto giocare sabato a Reggio Emilia e la Poderosa Montegranaro a Verona. Entrambe faranno vacanza di sicuro, se non altro considerando i luoghi di svolgimento delle rispettive partite. A livello regionale la Fip Marche bloccherà oggi tutti i campionati di competenza, giovanili compresi, recependo l’imminente direttiva nazionale in arrivo da Roma.
I dubbi
Questi provvedimenti possono essere variamente giudicati, quel che è certo è che creeranno grossi problemi perché i calendari sono già intasati e recuperare le partite non sarà facile, tra l’altro per ironia della sorte domani si sarebbe dovuto giocare un turno infrasettimanale in molti tornei di rilevanza nazionale. Se lo stop dovesse concludersi il 2 marzo, facendo qualche sacrificio federazioni e leghe potrebbero rimediare, ma se l’emergenza dovesse protrarsi di un paio di settimane in più è probabile che la questione diventi ingestibile. Per dare un’idea dell’unicità e della criticità della situazione attuale basti pensare che nel 1943 il campionato di calcio di serie A, la massima istituzione italiana dopo la mamma e la pastasciutta, nonostante la guerra mondiale imperversasse nell’intera penisola, si concluse regolarmente il 25 aprile 1943 (per la cronaca con la vittoria del Torino). Stavolta non è certo che si riesca a fare altrettanto. Per colpa del Coronavirus.


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