Il marchigiano Lorenzo Baldassarri vice campione iridato: «Supersport, che gioie»

Il marchigiano Lorenzo Baldassarri vice campione iridato: «Supersport, che gioie»
Il marchigiano ​Lorenzo Baldassarri vice campione iridato: «Supersport, che gioie»
di Giuseppe Saluzzi
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Sabato 3 Dicembre 2022, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 20:56

SAN SEVERINO MARCHE- anche le derivate di serie hanno concluso il cammino iridato 2022. La categoria Supersport ha riservato un bellissimo debutto di Lorenzo Baldassarri, 26 anni, marchigiano di Montecosaro, proveniente dalla Moto2, che con 4 vittorie e altri 11 podi si è laureato vicecampione del mondo, contendendo la leadership all’esperto pilota svizzero Dominique Aegerter.

Baldassarri, ci racconta il passaggio dalla Moto2 alla Supersport iridata e se si aspettava un rendimento così positivo.

«In verità avevo zero aspettative, dopo un’ultima stagione in Moto2 che mi aveva spento l’entusiasmo per la mancanza di fiducia che ho riscontrato nel mio team. Ero sul punto di smettere poi ho trovato il Team Evan Bros-Yamaha che ha creduto in me e dopo le prime titubanze ho accettato di affrontare l’avventura Supersport. Mi sono trovato al centro di un bel progetto, con la squadra che ha lavorato con gran metodo e passione, cercando sempre il meglio senza compromessi, mettendomi sempre nelle migliori condizioni. Ed è stata una stagione fantastica, tra l’altro la vittoria nella prima gara ad Aragon in Spagna mi ha caricato moltissimo».

Cosa è mancato rispetto ad Aegerter, che correva in un altro team Yamaha?

«Tutto l’anno ho corso a limite, doveva filare tutto liscio per sperare di impensierirlo, mentre vedevo che si riservava sempre un po’ di margine. Abbiamo avuto qualche difficoltà tecnica che ci ha sfavorito, mentre Aegerter non ha commesso il minimo errore, se si eccettua l’appuntamento in Repubblica Ceca. Fino al weekend francese di metà settembre sono stato in corsa per il titolo, poi il distacco è aumentato sempre più. C’è da considerare comunque che per me diverse piste del calendario le affrontavo per la prima volta».

Cos’ha trovato di diverso nel paddock delle derivate di serie?

«È tutto più easy, meno tensione e più amicizia tra i piloti ed addetti ai lavori. L’impegno agonistico è però intenso, devi rimanere sempre concentrato dalla pole a gara 1 del sabato, superpole race e gara 2 della domenica. Per contro le tre gare ti permettono immediata rivincita in caso di problemi».

Ora il passaggio alla Superbike mondiale, la classe regina. Cosa si aspetta?

«Non vedo l’ora. Guidare moto con 100 cavalli in più con la mia stazza fisica sarà sicuramente interessante e divertente. Naturalmente questa prima stagione sarà di apprendistato, di crescita, lo stesso sarà per il nostro team francese Yamaha-GMT94, comunque un team esperto a livello internazionale».

Chi deve ringraziare per la splendida stagione mondiale?

«Tutti coloro che hanno continuato a credere in me, malgrado le delusioni in Moto2. In primis la mia famiglia, gli sponsor e naturalmente tutto lo staff del team Evan Bros che mi ha voluto fortemente con loro lo scorso inverno e che io ho ripagato con l’impegno e i risultati».

Quando scenderà in pista con le nuove moto?

«Sono state fissate le date dei test, con alcuni team ufficiali che proveranno già questo mese. Noi scenderemo in pista il 25 e 26 gennaio a Jerez».

Ha concluso l’annata con un altro successo

«Si, ho vinto la 100 km dei campioni a Tavullia nel Ranch dell’Academy VR46. È una sfida tra piloti che si svolge tradizionalmente a fine anno sul percorso sterrato e con moto da cross adattate per il flat-track. Insieme ad Enea Bartolini, pilota della Moto3 ci siamo permessi il lusso di battere i padroni di casa Valentino Rossi e Luca Marini, dopo tante prestazioni da podio negli anni precedenti».

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