Da Gradara alle Olimpiadi invernali di Pechino con la squadra di bob a 4: l'ex bagnino Alex come i giamaicani 24 anni fa

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Gianluca Murgia
Alex Pagnini, 28 anni, ex quattrocentometrista di livello italiano e oggi azzurro con il bob

GRADARA - A volte bisogna credere nell’invisibile. Alex Pagnini, residente da sempre a Gradara, dove Marche e Romagna si baciano con vista mare, lo ha fatto: ex quattrocentometrista, con un passato da bagnino a Cattolica, rappresenterà l’Italia alle Olimpiadi invernali di Pechino con la squadra di Bob a 4. Sì, avete capito, il Bob a 4.

 

«Tutti, quando raccontavo che gareggiavo con il bob, mi dicevano: mi prendi in giro?» ride oggi Alex, riassumendo la sua storia con accento non proprio altoatesino, dopo essere stato inserito ufficialmente tra i 118 atleti azzurri che prenderanno parte alle 14 discipline dal 4 al 20 febbraio. Il 19 e 20 toccherà a lui: ghiaccio bollente, 4 gare in due giorni. «Quando l’ho saputo non ci credevo, mi sembrava di essere ubriaco» aggiunge con inconfondibile cadenza marchignola.

La storia di Alex ricorda e supera di slancio quella della nazionale di bob giamaicana, realtà diventata poi film Disney (Cool Runnings – Quattro sottozero) e pure fortunato spot della Fiat (ricordate i rastamen che si allenavano in spiaggia, a ritmo reggae dei The Specials, abbracciando dei maxi cubetti di ghiaccio?). La rincorsa di Alex, nato a Urbino quasi 28 anni fa, assomiglia anche a quelle frasi buone per accompagnare le foto dei tramonti su Instagram. Del tipo: se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto. Lui, però, l’ha fatto davvero. Non senza fatica: andatelo a dire voi ad amici e parenti, che magari per sport esotico intendono al massimo un beach sul sabbione rovente della Riviera, che volete entrare nella squadra olimpica di bob. «A casa mi sono costruito una palestra: mi alleno 5 ore al giorno. Tutto lavoro non retribuito - fa notare - L’attività specifica la faccio poi in giro per l’Europa o, per simulare le spinte, sui “pistini” sparsi per l’Italia». Alex ha rimodellato il suo corpo da atletica leggera, passando da 75 a 90 chili in due anni. «Correvo i 100, 200 e 400 dove avevo un buon personale di 47’94’’ - spiega dal ritiro-buncker azzurro di Roma -. Ho fatto due stagioni con l’Imola Sacmi Avis e sono arrivato terzo, con la 4x400, ai campionati italiani del 2019. Poi, prima della pandemia, si è aperta questa opportunità impensabile: un mio compagno di squadra di Lugo mi ha chiesto di provare a fare “spinte” (vera e propria disciplina propedeutica al bob, ndr) a Cesana Torinese». Dalla Romagna al Sestriere. Quel compagno di squadra era Lorenzo Bilotti, anche lui convocato per l’Olimpiade cinese in uno dei due team azzurri. «Mi dissero: ok, ti riprepari e ci rivediamo. Dovevo mettere su massa e forza. Ai quei campionati italiani di atletica del 2019 avevo capito che non sarei mai riuscito ad andare in Nazionale o ad un Europeo». La Nazionale di bob, invece, ha visto in lui un potenziale. «E selezione dopo selezione mi sono guadagnato la chiamata. Ora sono tesserato con il Cortina anche se si gareggia prevalentemente con la Nazionale. La preparazione inizia a metà aprile, poi a fine agosto ci sono i campionati italiani di sola spinta, infine le selezioni. A fine ottobre inizia la stagione che si conclude a fine gennaio. L’attuale è terminata dieci giorni fa con la nostra qualificazione all’Olimpiade. Il mio team è arrivato sempre tra i primi 20». Sulla pista di Pechino incontrerà la nazionale di bob giamaicana che torna a disputare una Olimpiade dopo 24 anni. «Sarebbe bello parlarci e dirgli che facevo il bagnino. Sarebbe surreale ma, per via del Covid, vivremo murati - racconta -. In pratica ci vedremo solo in pista». 

La squadra di Alex, ruolo “interno”, è composta da 4 atleti. I suoi compagni arrivano da Pisa, Pordenone e Milano. «Siamo un team atipico» ammette ricordando, però, «la favola di Antonio Tartaglia» da Casalbordino, 200 metri sul livello del mare in provincia di Chieti, bobbista campione olimpico a Nagano nel 1998 con Günther Huber. «Il mio ruolo? Spingo e salgo per penultimo. Finita lì» la fa facile Alex. Il bob pesa tra i 220 e 230 Kg, durante la discesa non frena, più arrivi forte in curva parabolica e meglio è. La spinta è determinante. «L’abilità nel correre imparata nei 400 metri è la mia carta vincente. Cosa sogno? Quello che sto vivendo ora: andare all’Olimpiade. L’aspirazione invece è riuscire ad entrare in gruppo sportivo militare. Quest’anno mi sono giocato il tutto per tutto, dedicandomi solo allo sport. Mi sono detto: o la va o vado in fabbrica o a rifare il bagnino». 

 


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