I giorni del condor Massimo Andreatini: «Ecco come ho portato Bunino, Fischnaller e Misuraca alla Fermana»

I giorni del condor Andreatini: «Ecco come ho portato Bunino, Fischnaller e Misuraca alla Fermana»
I giorni del condor Andreatini: «Ecco come ho portato Bunino, Fischnaller e Misuraca alla Fermana»
di Lorenzo Attorresi
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Sabato 3 Settembre 2022, 05:00

FERMO - Massimo Andreatini è un nuovo supereroe della Marvel. In pochi avrebbero potuto prevedere una sessione di mercato così, partita per ovvi motivi in ritardo e poi impreziosita da tasselli d’alta fascia. Le gemme Bunino-Fischnaller-Misuraca arrivate nell’ultima mezza giornata, da sommarsi ai vari Nardi, Giandonato o Tulissi, son roba che hanno meravigliato più d’uno, considerata tutta la zavorra che si portava dietro la ripescata Fermana. Ora la “squadrettina” profuma di bello, potrà avere i suoi punti deboli ma poteva andare molto peggio… 
Direttore Andreatini, da dove ha tirato fuori la bacchetta magica?
«Nessuna invenzione, questo è stato un mercato che va a confermare che non serve avere chissà quali soldi ma sono più importanti le capacità, le conoscenze e le persone che riescono a fondere tutto in un’unica idea, come abbiamo fatto io e il dg Andrea Tubaldi che ringrazio».  
Un potenziale tridente Tulissi-Bunino-Fischnaller, là davanti, a Fermo si è visto poche volte… 
«E’ un orgoglio profondo che oggi questi calciatori abbiano scelto di venire al Recchioni, si tratta di due calciatori provenienti da altrettante squadre che lo scorso anno vinsero la C: Tulissi del Modena ha avuto la sfortuna di vivere la promozione da lontano, essendo in prestito a Francavilla, mentre Fischnaller del Sudtirol è approdato in B da protagonista. Il terzo, Bunino, è di un top club come la Pro Vercelli». 
Togliamoci i dubbi: c’è l’inghippo alla Frediani che arrivò in precarie condizioni atletiche? 
«Assolutamente no. Sono qui perché noi abbiamo saputo fare il nostro lavoro…». 
Parliamo di Misuraca, altro innesto clamoroso per la Fermana. 
«Ha sfiorato la promozione in A due anni fa con il Pordenone di Tesser? Sì, ed ora è qui. Forse qualcuno mi stava sottovalutando, anche io alle mie dipendenze ho avuto calciatori che hanno raggiunto la Serie A, Lapadula, Coda, La Mantia, Sensi, Diawara. Ho i miei contatti. Gianvito lo conoscevo bene, si è ricordato di me, come pure Michele Nardi. Tornando a Misuraca, può fare la mezzala, il play, l’esterno d’attacco, il trequartista, lo scorso anno da gennaio ha fatto 5 partite a Bari vincendo la C, è come farne 30 da altre parti. Ha anche doti tecniche e morali che saprà trasmettere ai nostri giovani». 

In rosa ci sono 13 over, altroché 5-6 che avevate prospettato: cambiati i programmi sul minutaggio degli under? 
«No, direi implementati abbassando i costi, sempre grazie al nostro direttore generale Tubaldi. Ogni domenica tre under titolari si vedranno sempre». 
Ha dei rimpianti per questa sessione di mercato? 
«C’è sempre qualcosa che poteva andare diversamente, spero che sia solo un passaggio a vuoto dovuto dal fato. Il nome e il cognome? Alcibiade, difensore della Fidelis Andria poi andato al San Giuliano. Se c’era qualcuno dei nostri in lista di cessione? Non direi così, sono arrivate delle richieste che io ho sottoposto agli interessati (Spedalieri e De Nuzzo, ndr), non sono state accettate e si va avanti senza problemi. Non c’è bisogno di recuperare nessuno». 
Il 7 luglio quando fu presentato non avevate nulla in mano, né categoria né linee guida: dopo 58 giorni cosa vede davanti ai suoi occhi? 
«Io e Tubaldi ci siamo guardati spesso, specie in queste ultime ore, quasi increduli. Forse tra qualche settimana ci renderemo tutto, non dimentico il lavoro oscuro dei vari Cremona, di chi lavora in segreteria come Pagliuca, dei fisioterapisti che hanno lavorato anche la domenica pomeriggio quando la squadra aveva il giorno libero. Si sta creando un qualcosa di magico, una chimica non scontata. Abbiamo un comun denominatore: l’obiettivo ad oggi si chiama salvezza, puntiamola dritta». 
Per mister Protti, però, è come se fosse il 25 luglio. E invece domani si va già in campo. 
«Sicuramente non sarà semplice, ne siamo consci e realisti. Il mister aveva un entusiasmo incredibile quand’era arrivato e non c’era niente, figuriamo in questo momento. Il gruppo è migliorato, abbiamo annullato dei gap che c’erano prima». 
Cosa sapete del Fiorenzuola? 
«E’ una squadra che si conosce da un po’, che ha retto la categoria brillantemente salvandosi nello scorso girone A. Gioca un calcio propositivo, palla a terra, con concetti moderni». 
 

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