De Rossi ammette: «La Roma mi manca. Fonseca persona squisita. Friedkin? Bravo a non fare promesse»

Lunedì 7 Settembre 2020 di Gianluca Lengua
Daniele De Rossi ha chiaro il suo futuro che sarà quello di allenatore. Non vuole concedersi distrazioni anche quando si parla di un suo possibile ritorno alla Roma: «Certo che mi manca. La frase che mi fa più effetto quando incontro intro i tifosi per strada è “Ci manchi tanto” e io rispondo “anche voi”», ha detto a margine della consegna del Premio Pietro Calabresi a Soriano nel Cimino. L’ex centrocampista è stato accostato al club giallorosso a fine stagione, dopo la brutta figura di Fonseca in Europa League: «Prima devo prima diventare allenatore, poi si vedrà chi sarà interessato a me. Adesso parlare del nulla non serve, ogni parola mia in una piazza come Roma pesa più del doppio, anche perché c’è gente che sta lavorando. Mi dice mio padre (Alberto De Rossi, allenatore della Primavera ndc) che Fonseca è una persona squisita e da parte mia c’è grande rispetto dal punto di vista umano». Con il passaggio alla nuova proprietà, però, potrebbero aprirsi delle porte per Daniele: «Non posso dare consigli a Friedkin perché devo fare l’allenatore, non prendo il patentino per fare il dirigente. Le poche parole che ho sentito e il fatto di tenere tutti con i piedi per terra è un bene che alla lunga paga. Fare promesse che non possono essere mantenute è un errore, in una piazza focosa come Roma accendere gli animi e poi non mantenere le promesse sarebbe stato un errore grave. Meglio partire più calmi e poi stupire tutti. Totti? Ci ho parlato due giorni fa, ma non di calcio». De Rossi commenta anche la scelta della Juventus di ingaggiare Andrea Pirlo: «Lui è stato un predestinato da calciatore, uno che aveva una visione diversa rispetto al calcio. È un inizio pesante dal punto di vista della pressione perché la Juve richiede un livello molto alto. Se c’era bisogno di uno con grande personalità hanno trovato l’uomo giusto. Ha avuto grandissimi attributi, dimostrerà come lavora». Chiusura sul futuro: «La Fiorentina sarebbe un’opportunità gigante, una piazza in cui andrei a piedi come farebbero tutti. Una squadra di Serie A sarebbe una partenza con i fiocchi a livello di responsabilità. Sono gli obiettivi che qualsiasi allenatore ha, compresi quelli che lo fanno da 30 anni». Ultimo aggiornamento: 18:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA