Costa e la Vuelle ancora a quota 0: «Ci salveremo solo restando tutti uniti»

Venerdì 15 Novembre 2019
Ario Costa, presidente della Carpegna Prosciutto, durante un allenamento
PESARO - Nella Vuelle scende in campo il presidente, ovviamente solo in senso figurato, ma Ario Costa ha deciso di fare il punto. «Contro Trento abbiamo giocato un’ottima pallacanestro per 15 minuti, ci è mancato poco. Sono stati errori nostri, dispiace perché forse meritavamo di vincere. Sapevamo che avremmo incontrato delle difficoltà perché il calendario era bruttissimo, la squadra giovane, ci si sono messi gli infortuni. Non possiamo scappare dai problemi, affrontiamoli ogni giorno. Stiamo migliorando e speriamo di dire la nostra. Credo si debba essere compatti, con i se non si costruiscono squadre e non si pagano stipendi. Sono fiducioso in tutto e tutti, ho grande stima in ciò che si sta facendo, arriveranno anche i risultati».

Diventa quasi obbligatorio vincere una delle prossime due trasferte. «Direi che diventa obbligatorio vincere, perché lo sport è fatto di questo - dice Costa - Più passa il tempo e più diventa impegnativo, le squadre si assestano, il campionato prende forma. Non possiamo fuggire, sono positivo perché stiamo crescendo, speriamo di fare presto un bel periodo al completo per far vedere la nostra forza, finora non è mai successo ma non ne abbiamo fatto una tragedia. Abbiamo fatto match brutti e spezzoni molto convincenti e incontrato avversari con cui non c’entriamo nulla. Con Virtus, Sassari, Reggio, Trento siamo su piani diversi. Se fossimo stati tutti, avremmo dovuto portare a casa la prima con la Fortitudo».

C’è chi chiede di rinforzare la squadra e Costa risponde così: «In questo momento andiamo avanti così perché non possiamo fare diversamente e abbiamo fiducia in questi ragazzi. Ai tifosi dico che l’importante è esserci e sapere che esiste ancora una squadra di Serie A e bisogna volerle bene. Si farà di tutto per non retrocedere e dare soddisfazioni ai tifosi. Noi meglio di così non possiamo fare, se c’è qualcuno che ritiene di poterlo fare è pregato di venire in sede. Dobbiamo salvare la società, ma dobbiamo essere tutti uniti».


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