Ascoli, guanti e mascherina: così Nazzareno Di Marco cerca il lancio che vale le Olimpiadi

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Pierfrancesco Simoni
Ascoli, guanti e mascherina: così Nazzareno Di Marco cerca il lancio che vale le Olimpiadi

ASCOLI - Mascherina, guanti e gel disinfettante per inseguire un sogno: la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo. Nazzareno Di Marco, discobolo di Ascoli, ha effettuato ieri pomeriggio al camposcuola Bracciolani il primo allenamento della Fase 2. L’ultimo Dpcm permette agli atleti di interesse nazionale ed internazionale, che svolgono discipline individuali, di riprendere l’attività, seppur in massima sicurezza. «Il distanziamento sociale - spiega Di Marco - non è un problema: sono l’unico discobolo per ora ammesso agli allenamenti e ogni disciplina dei lanci ha una pedana propria. Ho deciso di non usufruire degli spogliatoi e gli attrezzi sono di mia proprietà. Indosserò guanti e mascherina: quindi ritengo che ci siano tutte le condizioni per allenarmi in sicurezza».

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Di Marco non ha ancora ottenuto la carta olimpica. Il suo 64,93m non è sufficiente perché la Iaaf chiede i 66m, ma nel ranking mondiale è poco sopra il 20° posto per cui ha buone chance di qualificarsi tra i 32 lanciatori ammessi. Ed ha ancora tempo per centrare quel lancio utile.
 
«Le ultime misure valide sono quelle stabilite entro il 1 marzo. Tutto rimane congelato fino al 30 novembre, poi torneranno ad essere validi i risultati ottenuti. Cancellati i campionati italiani del primo weekend di marzo e la tappa di Coppa Europa a Leida in Portogallo nel terzo weekend dello stesso mese, il primo obiettivo, salvo cambiamenti di programma dell’ultima ora da parte della Fidal, restano i campionati italiani di La Spezia dal 7 al 9 agosto. L’unica manifestazione in grado di dare un senso a questa stagione». In realtà, Di Marco non si è mai fermato. «Arrivato a 35 anni - afferma - interrompere gli allenamenti per qualche messe significa rischiare di smettere. Dal 23 febbraio mi sono allenato all’Infernetto a Roma, negli impianti delle Fiamme Gialle, in vista dei due appuntamenti poi saltati. L’ho fatto fino al momento in cui ci è stato permesso. Il 1 aprile, poi, sono potuto tornare ad Ascoli. Nel garage di casa ho allestito una piccola palestra grazie al contributo di uno sponsor che mi ha inviato gli attrezzi. Ho recuperato la gabbia per il lancio e l’ho portata vicino casa di mia madre dove ho ripristinato una pedana di lancio. Con lei non ho mai avuto contatti diretti se non saluti attraverso la finestra, come con nessun’altra persona. Ora, avere la possibilità di allenarmi al camposcuola è un vantaggio. Mi fa sentire un privilegiato rispetto a colleghi di altre discipline cui tutto ciò è precluso. 
I video
Di Marco è anche un personal trainer e, appena giunto ad Ascoli, attraverso la piattaforma per videoconferenze Zoom tiene delle lezioni di allenamento funzionale in casa, anche in cucina, con l’unico scopo di offrire vicinanza e sostegno alle persone, una quarantina, over 60 inclusi, che non possono uscire. L’iniziativa è totalmente gratuita.
Gli impianti
Il camposcuola è l’unico impianto sportivo comunale aperto. «Ad eccezione dell’atletica leggera - afferma l’assessore allo sport Nico Stallone - nessuna Federazione, né singoli atleti ci hanno chiesto l’uso di strutture. Mi auguro che la convivenza col virus sia la più breve possibile e che tutti rispettino le regole. Ogni disciplina si può gestire in sicurezza. Bisogna ripartire quanto prima con l’attività sportiva che è benessere e salute. Ascoli conta tantissimi tesserati; qui lo sport è vita».


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