Coronavirus, la strage silenziosa dei giocatori di bocce italiani: oltre 200 morti

Venerdì 10 Aprile 2020
Coronavirus, la strage silenziosa dei giocatori di bocce italiani: oltre 200 morti
Basta una frase del presidente nazionale della Federbocce (FIB) Marco Giunio De Sanctis per far capire il dramma che vive questa storica disciplina sportiva ai tempi del coronavirus. “Passo ore e ore ogni giorno a preparare telegrammi di condoglianze per i nostri tesserati uccisi dal virus, non ne posso più. Questa strage silenziosa deve finire a tutti i costi”.

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Il mondo delle bocce italiano è costruito sulla base di una antica tradizione che coinvolge atleti della terza età. "E La nostra federazione è tra quelle con il maggior numero di decessi, perché l'80-90% dei tesserati è della terza età. Abbiamo perso tante persone in tutta Italia e molti in Lombardia; i lutti hanno superato nettamente il numero di 200".
Il dramma delle bocce ha coinvolto non solo il mondo dello sport ma tante comunità italiane, soprattutto al Nord. “E' un momento molto delicato e triste per la nostra Federazione. Posso dire che la nostra sarà l'ultima a riaprire le attività che riguardano lo sport per tutti (escluso l'alto livello), finché non ci saranno tutte le condizioni, garanzie e soprattutto le soluzioni migliori”.


Tanti lutti ma anche una federazione che come le altre, più delle altre, entra in una crisi economica senza precedenti. “Si sono registrate grandi perdite anche a livello economico - prosegue il presidente - più di un milione di euro e la situazione dei nostri circoli è drammatica. Le bocce non sono inserite nelle discipline olimpiche, anche se siamo nel programma delle Paralimpiadi, ma lo spostamento al 2021 dei giochi di Tokyo "avrà grandi ripercussioni sulla nostra programmazione".

  Ultimo aggiornamento: 16:26
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