Cheddira, un centimetro alla volta: gol sbagliati, sportellate e rigori (con la Spagna battuta). Da Loreto ai quarti di finale con il suo Marocco

Cheddira, un centimetro alla volta: gol sbagliati, sportellate e rigori (con la Spagna battuta). Da Loreto ai quarti di finale con il suo Marocco
Cheddira, un centimetro alla volta: gol sbagliati, sportellate e rigori (con la Spagna battuta). Da Loreto ai quarti di finale con il suo Marocco
di Gianluca Murgia
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Martedì 6 Dicembre 2022, 20:29 - Ultimo aggiornamento: 22:32

Questione di centimetri. Quelli che passano tra l'essere un esordiente al Mondiale e un eroe nazionale. Questione di centimetri, quelli che hanno portato il Marocco a battere la Spagna ai calci di rigore e Walid Cheddira, alla prima partita giocata in questo Mondiale (e alla terza presenza in Nazionale) a sfiorare tre volte il gol, per una questione di centimetri appunto, ma a gioire lo stesso a fine partita.  Italia, Marche, Loreto. C'è tutto questo nella storica qualificazione del Marocco ai quarti di finale del Mondiale.

Cheddira e Thuram jr i "nostri" italiani 

Partendo proprio Walid Cheddira, marocchino nato a Loreto, classe '98, centravanti del Bari e capocannoniere della Serie B, che il Mondiale fino a stasera lo aveva guardato dalla panchina. Di fatto è l'unico calciatore italiano, con Thuram Jr, presente ai Mondiali. Catapultato  in campo nel finale del secondo tempo regolamentare, contro i campioni milionari della Spagna, Cheddira (pronunciato Scedira) è stato il giocatore più pericoloso del Marocco. Prima è stato murato davanti al portiere spagnolo, poi è stato anticipato da Laporte al momento del tiro, infine si è divorato una imbucata trovando la respinta di piede del numero 1 iberico Unai Simon. Finita qui? Macché, sul taccuino c'è anche il maxi recupero di Rodri, in area al 114'. Insomma, Cheddira ha fatto tutto bene fino al momento del tiro: tempi di inserimento da campione, presenza in area di tutto rispetto, lucidità di esecuzione da affinare ad altissimi livelli. Niente male per chi solo qualche anno fa giocava tra i dilettanti e stasera ha fatto a sportellate tra Llorente  e Laporte. 

Da Loreto al Qatar


Loreto, Sangiustese, Arezzo, Lecco e Mantova in C. Poi, il Bari che in estate l'ha riscattato dal Parma per meno di 200mila euro e ora se lo ritrova ai Mondiali e capocannoniere con 9 reti e 5 assist tra i cadetti (con il Napoli che ci sta facendo più di un pensierino). Una manna dal cielo per il ct Regragui che, lo scorso agosto, non ci ha pensato due volte chiamandolo in Nazionale.  Il palo di Sanabria, nell'ultimo ribaltamento di fronte dopo l'azione fallita da Cheddira su recupero di Rodri, sempre per una questione di centimetri, è stato un segno del destino. Perché il suo legno bissato anche dagli 11 metri ha spalancato la vittoria a Cheddira e soci, e il Marocco ha così riscritto la storia dei Mondiali sulla sabbia e i grattacieli di Doha. «Bacio la bandiera rossa del mio Marocco - racconta Cheddira a fine partita -. Non so dove possiamo arrivare, viviamo una partita alla volta. Essere qui è bellissimo, aver esordito è fantastico: saluto tutti i miei amici in Italia»

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