Serie C, il condor Agostini analizza il girone B: «Girone difficile ma l'Ancona può far sognare»

Serie C, il condor Agostini analizza il girone B: «Tecnicamente è il più difficile, Modena e Pescara favorite, Cesena ambizioso ma l'Ancona può sognare»
Serie C, il condor Agostini analizza il girone B: «Tecnicamente è il più difficile, Modena e Pescara favorite, Cesena ambizioso ma l'Ancona può sognare»
di Daniele Tittarelli
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Venerdì 12 Agosto 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 15:09

ANCONA «Non ci sono più Modena e Pescara, ma il livello tecnico del girone B resta il più elevato della Serie C. Il mio Cesena è ambizioso e lotterà con Entella, Reggiana e Gubbio per un posto al sole. Occhio all’Ancona che può inserirsi nei giochi che contano».  

Prevede notevole equilibrio in alta quota Massimo Agostini, responsabile dell’area tecnica del Cesena, che non nasconde l’intenzione di tentare la scalata alla B. L’indimenticato Condor, che da giocatore realizzò 30 reti in 67 gare con l’Ancona dal 1992 al 1994, vede diverse similitudini tra la sua società e quella dorica, a partire dalle proprietà straniere (gli americani Lewis e Aiello da una parte, il malese Tiong dall’altra) ai cambiamenti radicali nelle rose. 
Agostini, cosa portano questi nuovi imprenditori al nostro calcio?
«Investimenti notevoli e idee lungimiranti. Basti pensare che anche in A e B sono sempre di più i club con proprietà estere. La Serie C sta seguendo l’esempio, altrimenti sarebbe difficile fare calcio in questo periodo storico. Le nuove proprietà possono dare un cambio di passo notevole sotto i profili della programmazione e dell’organizzazione».
Quale aspetto balza subito all’occhio nel nuovo girone B?
«La presenza di allenatori tra i più titolati della categoria. Penso a Toscano che abbiamo voluto al Cesena o a Braglia che ha sposato il progetto del Gubbio. Per inseguire traguardi ambiziosi servono tecnici che hanno vinto e conoscono bene il campionato. L’Ancona ha Colavitto che sta affermandosi dopo aver ottenuto ottimi risultati nelle ultime stagioni». 
Cosa comporterà l’avvio in ritardo del campionato? 

«Una settimana in più di lavoro potrebbe portare benefici a organici che hanno cambiato molto, come quelli di Cesena e Ancona: difficile assemblare più di dieci elementi nuovi e altri innesti che potrebbero arrivare nella parte finale di mercato. Tanto Toscano quanto Colavitto avranno più tempo per inculcare le rispettive filosofie calcistiche, per comprendere meglio le caratteristiche dei giocatori e per trovare un’identità definita».
Per l’Ancona è un rischio elevato aver cambiato tutto l’attacco?
«A volte sembra impossibile rivoluzionare un assetto che funziona eppure può rivelarsi indispensabile per assicurarsi maggiore esperienza. Tutto dipenderà da quanto tempo ci metteranno gli interpreti del tridente a capire il credo di Colavitto. Il reparto avanzato deve fare la differenza e i nuovi arrivati avranno i riflettori puntati addosso perché i tifosi si aspettano che facciano subito la differenza. Di sicuro sono partite punte che avevano confidenza con il gol, visto che Rolfini, Faggioli e Sereni erano andati tutti in doppia cifra, ma chi li sostituirà ha già dimostrato quanto vale in C». 
Che campionato si aspetta?
«Attendiamo la fine del mercato, ma sarà la solita lotta all’insegna dell’incertezza sia in testa che in coda. Ogni partita andrà affrontata con il giusto atteggiamento. Nel girone C ci sono piazze calde, nell’A troviamo due retrocesse ambiziose e altre formazioni che provano il salto da anni, ma nel B tutti giocano a calcio con qualità». 
Cesena-Ancona sarà una sfida di vertice?
«Lo spero per vedere una cornice di pubblico degna. Stiamo parlando di realtà molto seguite che vantano tifoserie con pochi eguali a questi livelli. Se i risultati saranno all’altezza, sugli spalti sarà uno spettacolo autentico».

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